31 agosto 2013

Abbiamo bisogno di filosofi

Non c'e' niente di piu difficile per un uomo che godere della sua propria Bellezza in santa pace.

Crederci, sentirla.

Vederla  e non temerla. Starci solo, la' dentro.

Senza sottoporla al giudizio -positivo o negativo- altrui.


La sua propria Bellezza, quella che lui solo conosce  e forse, semmai, ogni tanto qualcuno riconosce o nega. Ma un altro non vi avra' mai totale accesso e, tutto sommato la valutera' una bellezza "normale", come senz'altro crede che sia la sua...quando in verita' ognuna e' straordinaria, capace di stupire e auto-stupirsi ogni giorno.

Se non si paragona a nessuno, ogni uomo e' una stella bellissima.
Non sa neanche di aver torto o ragione.
Non ne ha bisogno.

Conosci te stesso e conoscerai il mondo intero.

Vorrei parlare con Socrate.

Abbiamo piu' che mai bisogno di filosofi.
"Santi poeti e navigatori".

Essi verranno dall'Italia.
Quando gli italiani smetteranno di recitare la crisi, e si ricorderanno di essere bellissimi.
Rifiorira' la cultura della Bellezza.

27 agosto 2013

Sei.




Sei la corsa sulla battigia di un ragazzo che tira al guinzaglio l'aquilone
e con l'altra mano si china a raccogliere il sandalo scucito
che di tanto in tanto cade.
Ridi, hai il fiatone, riprendi a incrociare le orme.

Sei salato sole sulle ginocchia sbucciate dei bambini,
nella voce invisibile quando anche le loro guancie si fanno rosse
e gli occhi lucidi, per dire - ahi mamma! -

Sei il soffio leggero
che scaccia lontano il desiderio imprigionato nel soffione,
perchè tanto poi lo vai a riprendere,
perchè tanto poi tornerà.

Sei lo sfarfallìo dei raggi nella ruota di una bici
messa a testa in giù,sul verde,
e mentre gira tu sei il suo stesso canto
- tricchità tricchitrà tricchità -

Sei nel muro umido che si sfalda sotto unghie e dita,
presagio e forma del mondo intero,
sei la coincidenza di sole e luna,
tramonto di biscotti nella stessa zuppa celeste.

Sei una parola mozzata a capo, nelle lettere messe in tasca
prima di scappare via,
sei le colombe davanti alla chiesa,
quando la campana rintocca e loro si alzano in volo.

Sei i pianti e i sonni fetali,
inizio e fine del malditesta,
ma anche il riso sotto le coperte di chi ha fatto dispetto.

Sei valzer e tango ballati col solo ritmo delle vene, dal fondo della sala,
il pane caldo col miele di montagna che fila verso il basso,
il risveglio con l'ultimo fuoco che si stropiccia nel camino,

e sei inchiostro nero su carta bianca,
rivo tra i campi secchi del mio destino.


M.C.M. Cardamone. Una notte di 2 anni fa, a Palermo.

26 agosto 2013

A mia madre.

Capelli neri, voce sottile.
La tua figura si scrive in me,
in un giro di occhi,
un modo di gesticolare.
Tutta l'arguzia del dire.

Tu dolce cospiratrice,
che mi porti su questa Terra,
Vita e Accoglienza,
calda e buona
come l'ultima notte d'estate.

Tu che dal consueto dondolo
offri la Via Lattea,
lasciasti un buco nero
che mi leghi a te
e all'umana stirpe.

Madre benedetta,
guardo il cielo notturno
e ancora mi trovo lì
dove, grazie a Dio, mi lasciasti.
A te legata, tra ombellico e stelle.

M.C.M.Cardamone - 26 agosto 2013 - Londra.

24 agosto 2013

Del tutto immobili e soli


E Cristo?

 Kafka, chinando il capo, risponde:
 È un abisso pieno di luce. Bisogna chiudere gli occhi per non precipitarvi.



"Restate del tutto immobili e soli" (Franz Kafka)

"Non c'è bisogno che usciate dalla stanza.
Restate seduti alla scrivania ad ascoltare.
Non ascoltate nemmeno, aspettate semplicemente.
Non aspettate nemmeno.
Restate del tutto immobili e soli.
Il mondo vi si offrirà liberamente.
Per essere smascherato, non ha scelta.
Rotolerà in estasi ai vostri piedi."


Kafka tesoro,
te lo preparo io il caffè stavolta, dai.

23 agosto 2013

Immagine di se'


Ancora Grazie a Mauro e al gruppo Aleph.

22 agosto 2013

Non basta aprire la finestra
per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi
per vedere gli alberi e i fiori.
Bisogna anche non aver nessuna filosofia.
Con la filosofia non vi sono alberi: vi sono solo idee.
Vi e' soltanto ognuno di noi, simile ad una spelonca.
C'e' solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;
e un sogno di ciò che potrebbe esser visto se la finestra si aprisse,
che mai e' quello che si vede quando la finestra si apre.

(Fernando Pessoa)
(Da "Poesie incompiute")

15 agosto 2013

I am?

Una domanda onesta.
Sono "io" che invento i conflitti interiori? che li rendo "utili"?
Esplosioni si susseguono in me, come le fusioni nel Sole: generano energia.
Persino illuminano e riscaldano gli altri.
Dentro sono una fucina bollente.
Fuori, da lontano, sono una amata e amorevole stella.


Lo psichismo altrui diventa giorno dopo giorno piu' chiaro. Esplorarlo mi piace, senza pensare al ritorno.
Solo quando smetto di difendermi, o di voler cambiare le strutture psichiche altrui, tutto si armonizza.

Mi pare che l'egoismo sia pulire la propria immagine dalle attese degli altri, e l'altruismo offrire agli altri quello specchio pulito che permetta loro di far coincidere quello che vogliono essere con quello che sono.

E io?
Il monologo di Gurdjeff mi suona familiare. Io. Sono ancora qui.


"I am?...
But what has become of that full-sensing of the whole of myself, formerly always in me in just such cases of self-questioning during the process of  "self-remembering". . . .
Is it possible that this inner ability was achieved by me thanks to all kinds of self-denial and frequent self-goading only in order that now, when its influence for my Being is more necessary even than air, it should vanish without trace?
No! This cannot be!
 . . . Something here is not right! If this is true, then everything in the sphere of reason is illogical.
But in me is not yet atrophied the possibility of actualizing conscious labor and intentional suffering! . . .
According to all past events I must still be. I wish! . . . and will be!!
Moreover, my Being is necessary not only for my personal egoism but also for the common welfare of all humanity.
My Being is indeed necessary to all people; even more necessary to them than their felicity and their happiness of today.
I wish still to be ... I still am!"

G. I. GURDJIEFF - Life is real only then, when "I am"

14 agosto 2013

A questo somiglia il mio cuore.
uno spazio buio, dove qualcuno e' entrato 
e ha fatto una preghiera.
Ti prego, insegnami ad amare.
Accendendo una fiammella.


8 agosto 2013

Within me. 8/8/2013



Within me 
there is a majestic cathedral,
a shadowy dusty cave
jutting into the sky.

There is an orchestra,
playing notes of drops, flowers,
and sudden fires,
relentlessly alive.

And there is a child
sitting in the middle of all.
Astonished, moved,
unable to speak anymore.


7 agosto 2013

Come respirare

Ci sono posti dove la tua memoria si ferma, perchè ciò che vivi è fuori dal tempo: nasce una memoria condivisa con una persona. Un'anima del luogo.
E quando ci torni senti che lì è iscritta la tua e la sua energia, per sempre.
E' strano allora quando torni in quel posto da solo e improvvisamente senti che manca qualcosa. Lo scenario è lo stesso, ma il rapporto è cambiato. Chiunque altro passeggi per quel posto è estraneo, un curioso turista che fa baccano in un luogo sacro.
La tua mente viaggia nel passato, e vuole ancora quell'attimo di presente che è volato via, da tempo.
Ti manca quella persona e continui a pensarci finchè, improvvisamente, in un attimo di coscienza ti risvegli. Torni al presente, nel qui e ora. 
Ed ecco che guardi i tuoi piedi, e ti chiedi quanti passi avranno fatto nel frattempo che vagavi, oltre che nello spazio, anche con la mente. Passi inconsapevoli, che non ricordano i percorsi, ma solo le destinazioni. 
Ma poichè ti sei risvegliato adesso ti accorgi che in realtà, a essere precisi, non eri solo. La persona che ti manca ha occupato non solo tutto lo spazio di quel posto, ma anche la tua mente. Quel posto non sarà mai più desolato per te, avrà sempre in se stesso una memoria incisa che lo occupa.
Ti mancherà sempre quella determinata persona, e in fondo non ti mancherà mai. La reincontrerai sempre lì, anche solo chiudendo gli occhi.
Questo senso di vuoto, e questo senso di pieno.
Non è forse questo il respiro? il battito di un cuore? l'alternarsi del buio e della luce? Non è forse in questi due scompensi, il vuoto e il pieno, che avviene l'atto dell'amore? Come si può credere alla mancanza, senza dar ragione alla pienezza?
Inspirare. Espirare.
Stolto è chi vive in apnea, nell'illusione di poter fermare questo.
E' un muscolo involontario l'amore. Un istinto, incondizionato. Non c'è da meravigliarsi se può perpetuarsi senza nostalgia, senza attaccamento. Sopporta, la Vita, tutte le Morti.
Ed eccomi qui.
Passeggio in un giardino, inspirando ed espirando.
Ho avuto e perso già tutto (oh chissà quante volte!) per questo il mio fiato innamorato è calmo come nel sonno, quasi non si sente.
Ma questo sì che è nuovo. Sento l'aria che mi attraversa, con grande attenzione.

Chi sono io, attraverso cui l'Amore si compie?


Vivendo nel presente, non ci sono intrusi. Chiunque altro passeggi per questo giardino è il prossimo, letteralmente "il piu vicino", da conoscere (se vogliamo) e ricordare. Amare, come respirare.

3 agosto 2013

Sigillo


Nella mezzanotte del cuore,
quando nel buio la mia voce Ti chiama,
ancora una volta,
un arcobaleno risponde. 
Esso e' una scala, 
un ponte, 
un patto.
Sole e pioggia,
Fuoco e acqua.
Cosi' evidente
e' il tuo sigillo!

Signore,
scusami se ti disturbo ancora.
Qualsiasi cosa sia questa voglia di urlare, io a te la dono, affinchè tu possa custodire la mia stanchezza e trasformarla in aurora.
La vita in me accade così forte, che non posso nasconderla.
Mi deve attraversare. Tutti la vedano.
Cos'è questo vento, che soffia in mezza al petto? Perchè sento tutto così forte?
Un tunnel sempre più grande si scava nel cuore: tutto mi attraversa e tutto abbraccio.
E' dolce, tuttavia.
Non voglio guarire dalla compassione e dall'amore.
Forse piangono le pareti di questa dura roccia?
Urlo come il mare.
Andrà via ogni cosa.
Ogni scritta sulla spiaggia, ogni memoria si ritira. 
Il sapere comune è come la sabbia.
Infinito, mutevole, pieno di fragili castelli.
A me piace il tuo ordine discreto, perchè esso dura.
Qualcuno mi troverà in una conchiglia sulla battìgia.
E mi darà un significato che io ancora non conosco.
Son forse io quella bambina?
Oh papà, lasciami giocare ancora.