3 agosto 2013

Signore,
scusami se ti disturbo ancora.
Qualsiasi cosa sia questa voglia di urlare, io a te la dono, affinchè tu possa custodire la mia stanchezza e trasformarla in aurora.
La vita in me accade così forte, che non posso nasconderla.
Mi deve attraversare. Tutti la vedano.
Cos'è questo vento, che soffia in mezza al petto? Perchè sento tutto così forte?
Un tunnel sempre più grande si scava nel cuore: tutto mi attraversa e tutto abbraccio.
E' dolce, tuttavia.
Non voglio guarire dalla compassione e dall'amore.
Forse piangono le pareti di questa dura roccia?
Urlo come il mare.
Andrà via ogni cosa.
Ogni scritta sulla spiaggia, ogni memoria si ritira. 
Il sapere comune è come la sabbia.
Infinito, mutevole, pieno di fragili castelli.
A me piace il tuo ordine discreto, perchè esso dura.
Qualcuno mi troverà in una conchiglia sulla battìgia.
E mi darà un significato che io ancora non conosco.
Son forse io quella bambina?
Oh papà, lasciami giocare ancora.

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