27 agosto 2013

Sei.




Sei la corsa sulla battigia di un ragazzo che tira al guinzaglio l'aquilone
e con l'altra mano si china a raccogliere il sandalo scucito
che di tanto in tanto cade.
Ridi, hai il fiatone, riprendi a incrociare le orme.

Sei salato sole sulle ginocchia sbucciate dei bambini,
nella voce invisibile quando anche le loro guancie si fanno rosse
e gli occhi lucidi, per dire - ahi mamma! -

Sei il soffio leggero
che scaccia lontano il desiderio imprigionato nel soffione,
perchè tanto poi lo vai a riprendere,
perchè tanto poi tornerà.

Sei lo sfarfallìo dei raggi nella ruota di una bici
messa a testa in giù,sul verde,
e mentre gira tu sei il suo stesso canto
- tricchità tricchitrà tricchità -

Sei nel muro umido che si sfalda sotto unghie e dita,
presagio e forma del mondo intero,
sei la coincidenza di sole e luna,
tramonto di biscotti nella stessa zuppa celeste.

Sei una parola mozzata a capo, nelle lettere messe in tasca
prima di scappare via,
sei le colombe davanti alla chiesa,
quando la campana rintocca e loro si alzano in volo.

Sei i pianti e i sonni fetali,
inizio e fine del malditesta,
ma anche il riso sotto le coperte di chi ha fatto dispetto.

Sei valzer e tango ballati col solo ritmo delle vene, dal fondo della sala,
il pane caldo col miele di montagna che fila verso il basso,
il risveglio con l'ultimo fuoco che si stropiccia nel camino,

e sei inchiostro nero su carta bianca,
rivo tra i campi secchi del mio destino.


M.C.M. Cardamone. Una notte di 2 anni fa, a Palermo.

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