27 agosto 2012

Là haut (lassù)

 Questa foto mi piace. E' uno scatto di Emma Barthere.


Essere totalmente nudi,
stretti in un nodo,
sopra i tetti del mondo.

20 agosto 2012

The Butterfly Circus

"Ma se solo tu potessi vedere la bellezza che può nascere dalle ceneri."
Questo è il circo.

14 agosto 2012

Alla mia Palermo




Palermo.
L'ho fermata la mia Palermo, qualche giorno fa.

Al centro di un aiuola degli immigrati vendevano oggetti del dopoguerra. Vecchie radio, telefoni, persino maschere antigas. Una donna aveva un tulle bianco su tutto il corpo, rideva con altre indiane, che pareva una sposa. C'erano quaranta gradi. Era tutto così...irrazionale.
Un uomo stanco e grinzato dal sole, sedeva a cavalcioni su una sedia di legno, fumando una sigaretta.
Mi ha guardato come se non potessimo essere che lì. Senza altrove negli occhi.
L'ho amato, con l'indifferenza che qui ho imparato. La stessa stanchezza grinzata della sua pelle. Dura per resistere meglio ai colpi. La stessa irriverenza del suo modo di sedersi, come un ragazzino.
Un giovane uomo intanto stendeva un tappeto persiano sull'asfalto. Un altro lo guardava con aria da supervisore, seduto sul gradino di una saracinesca chiusa.
Guardava, seduto, chiusa.
Tutto si muoveva immobile, come un polmone che continui a vivere senza corpo. A chi vendevano poi era un mistero...Non c'era nessun altro, eccetto i venditori.
Quaranta gradi e nell'aria densa la spazzatura, lasciata a marcire da giorni, si prendeva l'olfatto. Il sudore bagnava la terra, macchiandola.
Mi aggiravo con la macchina fotografica, come dentro a un set di un film western. Capivo che la mia città, in quell'angolo irrazionale, sperduto, era davvero vicina. La fiutavo. Così voltandomi ho visto le case abbandonate, ferite, trascurate. Le tende a righe al sole. Ho provato amore, di quello irrisolto, come un sorriso nel dispiacere.
Un camion andava via, alzando un'altra nube, e a un tratto quella che respiravo era la polvere delle catacombe, dei morti di peste e di mafia, la stessa terra sulle ginocchia sbucciate dei bambini che... "Susìti, ca un c'è nienti." ....Perchè bisogna rialzarsi, sempre.
Palermo è una mamma che dice "non piangere, se no ti do il resto" - delle botte, si intende. La mamma che non ti fa piangere mai, anche se fa male.
Eccola dov'era la mia Palermo, in quel fiato, in quel sudore, in mezzo al niente, tra le case assolate.
Come in un grande scenario di guerra, ma nella pausa set.
Questo click me lo porto nel cuore, e viene via con me.

Palermo


Lasciare Palermo è come lasciare qualcuno che si ama ancora, sapendo che comunque non può funzionare. E' una storia che ti lega, ti lascia le cicatrici addosso, non puoi dimenticarla.
Eppure a un certo punto è finita, non puoi più restare.
Le dici addio, e il tuo cuore la benedice da lontano, disposto a non voltarsi più. Fa male. Ma di quel male che se te lo godi fino in fondo alla fine è una liberazione. Un guado, un purgatorio. E, per questo, ti lascia addosso 40 gradi di profonda compassione.

8 agosto 2012

E facciamo a pugni col narcisismo. Il nostro, degli altri.
Ci innamoriamo male, part time, di un'opinione. Persino della nostra opinione su un altro.
Quasi mai ci innamoriamo dell'altro.
Giudichiamo, senza accorgerci che ogni volta è un boomerang.
Aspettiamo.
Come se la vita si aspettasse.
Fingiamo di aver dimenticato, quando invece pesiamo ancora tutto col vecchio campione.

Ascoltiamo sempre le stesse canzoni che ci mettono il sale nelle ferite.
Quelle per ricordarci che, se fa male, siamo ancora vivi.
Animali in gabbia, assuefatti alla droga della "propria storia".
Ripassiamo gli alibi da ripetere a chi ci chiede chi siamo.
Incapaci di fare quell'unico gesto, di buttare la spazzatura del passato, dei rancori, e vivere il momento.
Incapaci di una svolta. Di un lancio senza paracadute.
Assuefatti al domani, all'ansia per ciò che non esiste.... ai DOVREI, senza mai agire.
Schiavi del risultato. Servi dell'insuccesso, della paura di morire che ci lega a ogni passo.

E peggio ancora, ci amiamo così poco, da leggere tutto questo come se fosse biasimo.

Eppure...come il senso di una frase cambia spostando una virgola,
così si può spostare il pensiero, e tutto cambia.

E' solo uno specchio, e un sogno.
Sveglia, la giornata è iniziata.


5 agosto 2012

Our World Now

Guardate questi video. 

C'è molto da comprendere su noi stessi, le credenze, le abitudini di dipendenza. 
E su come si può cambiare.


Vi propongo un veloce video di fotografie che ho avuto il piacere di vedere ad Arles,
in una sera di proiezioni (La Nuit de l'annè). 
Credo che riassuma in immagini l'esame socio-economico del video precedente.
Nel bene e nel male...