24 luglio 2012

"Ci guadagno il colore del grano"


Piccolo Principe: Che cosa vuol dire "addomesticare"?

Volpe: E’ una cosa da tempo dimenticata! Vuol dire “creare legami”

Piccolo Principe: Creare legami?

Volpe: Certo! Tu per me, fino ad ora, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini, e non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altra. Tu sarai per me unico al mondo e io sarò per te unica al mondo.

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Piccolo Principe: Comincio a capire … c’è un fiore … credo che mi abbia addomesticato!

Volpe: E’ possibile! Capita di tutto sulla Terra …

Piccolo Principe: Oh, non è sulla Terra!

[...]

Volpe: […] La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano e tutti gli uomini si assomigliano. E io perciò mi annoio.
Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, invece, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla, e questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano … Per favore addomesticami.

Piccolo Principe: Volentieri, ma non ho molto tempo! Ho da conoscere degli amici e da scoprire molte cose!

Volpe: Non si conoscono che le cose che si addomesticano … Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma, siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!

Piccolo Principe: Che bisogna fare?

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Volpe: Bisogna essere molto pazienti. In principio, tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino. Poi il giorno dopo ancora più vicino .. finché mi potrai toccare Saremo diventati amici, non avremo più paura uno dell’altro … saremo felici di stare insieme ..
Ah, dimenticavo … devi cercare di venire sempre alla stessa ora, così sarà più bello, perché nell’attesa crescerà la voglia di stare insieme! Così ogni giorno ci sembrerà diverso dagli altri, un’ora dalle altre ore.

Piccolo Principe: E quando non ci potremo più vedere? Quando me ne dovrò andare?

Volpe: Ah, piangerò!

Piccolo Principe: Ma io non vorrei farti del male!

Volpe: E’ vero, ma è inevitabile.

Piccolo Principe: Ma allora che ci guadagni?

Volpe: Ci guadagno il colore del grano. 
Vedi, tu piangevi per i fiori che hai incontrato, ma il tuo fiore è unico al mondo.

Piccolo Principe: Sì, è vero … la mia rosa è unica al mondo perché è lei che ho annaffiato, è lei che ho curato, che ho riparato col paravento; è unica perché è su di lei che ho ucciso i bruchi, perché è lei che ho ascoltato lamentarsi e vantarsi, e anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa…

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Volpe: ora hai capito e ti regalerò un segreto … Ecco il mio segreto, è molto semplice: non si vede bene che col cuore. 
L’essenziale è invisibile agli occhi.

Piccolo Principe: L’essenziale è invisibile agli occhi!

Volpe: E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante! Gli uomini hanno perduto questa verità, ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato … tu sei responsabile della tua rosa.

Piccolo Principe: Io sono responsabile della mia rosa.



Tratto da "Il Piccolo Principe".

Grazie all'anima evoluta di Antoine de Saint-
Exupéry
e ai girasoli di Valensole. 



2 commenti:

Nicola ha detto...

Ho sempre pensato che 'il piccolo principe' e 'moby dick' dovessero essere delle letture obbligatorie per il genere umano...

TrecceNere ha detto...

Concordo. E inserirei anche il gabbiano Jonathan Livingston!