25 marzo 2012

Evgen Bavčar

"Lo spirito è l'organo di percezione più importante."

Sono le parole di Evgen Bavčar, un fotografo cieco dall'età di 12 anni, ma che vede meglio di tanti altri. Le sue foto sono piene di spirito, evanescenti, profonde, immaginarie. Bavčar vede col Terzo Occhio, e per lui il buio è uno spazio, innanzitutto di possibilità, quello di poter vedere in un altro modo, più in profondità.
Mi ha colpito anche l'intelligenza del suo discorso (vedi video a fine pagina), che inizia da una posizione critica.
Nel mondo oculocentrista, che affida la conoscenza del mondo quasi soltanto alla sola visione, l'intento di reinserire
lo Spirito Consapevole nella fotografia (un mezzo di per sè considerato oggettivo) è un atto di consapevolezza necessario.
Siamo in un momento storico in cui l'occhio volante dei satelliti, la visione delle telecamere, la televisione, sembrano resituire la verità. Ma l'apparenza superficiale delle cose nasconde un punto importante, culturale e anche politico: in ogni atto di rappresentazione c'è un atto di esclusione di alcuni elementi, a fronte di quelli da rappresentare. Non esiste una rappresentazione se non parziale. Riconoscere la parzialità di quelle che Bavčar chiama "visioni razziste", occidentali, stereotipate, di cui ci nutriamo continuamente (anche involontariamente) camminando tra cartelloni pubblicitari, accendendo la tv, sfogliando un giornale, significa compiere un atto di consapevolezza. Un primo passo per trovare il proprio modo di vedere, sentire il mondo. Stavolta col nostro Spirito.
L'organo di percezione più importante.


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