29 settembre 2011

18 settembre 2011

Saggio consiglio


"Sforzati sempre e in tutto di ottenere allo stesso tempo l’utile per gli altri e il dilettevole per te."


"Incontri con uomini straordinari", di Georges I. Gurdjieff.

10 settembre 2011

Q & K



Mano dopo mano
il Re perse la Regina
nel suo castello di carte.

(Quando si fa dello stesso mazzo due giochi diversi, le carte sono divise.)
Altrimenti detto:
(Se gli amanti non giocano insieme, ma ciascuno fa il suo gioco per sè, essi si perdono.)

8 settembre 2011


" Tomas allora non si rendeva conto che le metafore sono una cosa pericolosa.
Con le metafore è meglio non scherzare. Da una sola metafora può nascere l'amore."

Milan Kundera


Frase ad effetto. A noi CI piace. :)
Sicuramente ci piacciono le metafore.
Però però...mi soffermo... Pericoloso...
Oggi leggevo una frase che diceva pressapoco così:

"Dato l'alto tasso di mortalità infantile, i genitori non potevano permettersi un importante investimento emotivo per un neonato che avrebbe difficilmente superato l'infanzia. Per questo
preferivano affidare la crescita dei figli alle nutrici greche,. "
Anche qui, l'amore è in qualche modo pericoloso. Bisogna essere forti per reggerlo.

Certo non è facile superare la paura, dell'abbandono, della perdita, della delusione...ma se non si fa, se non si trova il coraggio...si rischia di non amare... non è questa forse la povertà?

Questi termini economici nell'amore mi colpiscono.
Per esempio si mette a disposizione un capitale d'amore, purchè frutti nell'altra persona e arrivi un guadagno in cambio, possibilmente.
Tutto molto interessato e poco gratuito.
Il pericolo che tutti vogliamo evitare è la perdita del capitale, senza profitto.

Ma l'amore non è una fonte ineusaribile?
Non è l'unico caso in cui, tutto ciò che diamo è nostro per sempre?

Non somiglia forse più a un capitale che ha costruito un'infrastruttura, una strada, un ponte, qualcosa ...che lasciando anche una piccola traccia di luce nella vita di qualcuno, rende un servizio all'umanità?

Domande. Oltre la frase, che mi piace.


Osservazione del giorno


Spesso chiudo un occhio, come si suol dire.
Non mi pesa farlo, tutto sommato credo che sia giusto.

Tuttavia l'altro ci vede.




N.B: Perdonare significa comprendere. Comprendere richiede un atto di volontà e umanità, non di cecità.
N.B.2: Con questa si apre la sezione "Con le mie frasi batterò Fabio Volo!"

6 settembre 2011

Solo i coraggiosi

Mi sembra di essere nata stamattina. Con l'infanzia troppo viva per indossare una maschera, per giocare d'astuzia.
L'astuzia. Che pena mi dà. Tutta questa lotta per la sopravvivenza, reale o emotiva che sia...i trucchi messi in atto per la tutela dei privilegi, degli onori, delle posizioni uno nella vita dell'altro. Il potere, avere controllo...che razza di inferno. E cosa non si è disposti a fare.
Mentire a volte mi pare masochismo, un ritardo ingiustificato nella conquista della libertà di essere se stessi.
Non accettare il rischio.
Lo sgomitare mi imbarazza, il vederlo negli altri a tratti mi fa arrossire, a tratti corrucciare, altre volte ridere. E' sempre stato così, non sono brava a partecipare agli sconti di fine stagione.

Mi pare tutto un grande negozio che apre le sue porte e la gente si precipita dentro.
La mia timidezza è forse uno snobbismo, chissà, o un punto di osservazione privilegiato...perchè in genere mi tengo quello che ho, o vado quando non c'è più nessuno, confidando che il cattivo gusto degli altri (col tempo si aquista questa fiducia :) ) lasci a me il particolare che nessuno avrebbe comprato. In genere lo danno via:
- ah vuole quello?? Ma no glielo regalo.

Col tempo si impara ad evitare le fibbie o gli spilli che pungono. Ma adorare gli scarti, quando non è la necessità a farteli scegliere, è un gusto per pochi.
E quanto a tutto il resto che non mi appartiene...non ne sono forse regina? A volte mi sembra di poter avere qualsiasi cosa, solo a guardarla negli altri...e senza che loro se ne accorgano, ZAC è già mia, senza essere me. Ma non sono le loro cose che possiedo. A volte è un modo di camminare, di fare. Ne godo la visione, come un'adozione a distanza, e ricordandola la credo mia per sempre.

Ancora in questo negozio, sfogliando la pubblicità la gente fa un gran rumore, e parlando non si vede la bocca, perchè usa la maschera rigida delle opinioni, delle coerenze prese a buon mercato da un rivenditore di fiducia. Tutto più o meno alla moda, consentito, etichettato. E quando qualcuno ha il coraggio del vintage, esso purtroppo è travisato, svuotato. Gli autentici sono detti fanatici, o son streghe bruciate al rogo, se proprio non vogliono cedere all'ortodossia.

Nei corridoi è tutto un gran movimento, come a Pamplona. I percorsi già tracciati, da seguire coi paraocchi, e il brivido di far la prova a salvarsi da una tragedia voluta e annunciata. Non so se siano incoscienti quelli che corrono, ma i tori vanno a istinto e loro se ne approfittano.
Mi piace Pamplona, è una gran metafora. Se un toro si fermasse, e li stesse a guardare mentre corrono, fermo, come si guardano dei poverini...Ah... quel toro sarebbe dichiarato malato, magari abbattuto. Io lo ricorderei per sempre.
Più dell'intelligenza (spesso a torto superba) apprezzo la coscienza.

E d'altra parte in fila alle casse c'è questa grande paura delle conseguenze di un domani, prima ancora che la responsabilità sulle scelte di oggi. Davanti alle casse i passi sono sempre più lenti. Dopo lo sgomitare ci si rilassa, ognuno si tiene stretto ciò che ha acchiappato, sperando di riuscirci a sopravvivere.
Superata la soglia del negozio qualcuno guardando lo scontrino si chiede
- come ho potuto spendere tanto?
Tempo, energie, denaro, sogni. Se ne spende di roba per un po' di sicurezza in mezzo alla paura.
Qualcuno non si pone affatto il problema. Ma sì, andrà come viene. L'ho fatto anch'io, ho fatto tutto.

Non ci sono mezze misure. La spontaneità è umiliata o esagerata.
Quando servirebbe educata, compresa. E non smetterebbe di essere spontaneità come molti credono. Sarebbe un movimento improvviso, e tuttavia una scelta. Come la scelta delle parole nelle poesie.

Ma stamattina all'alba mi sono sentita neo-nata. E tuttavia al sicuro come se la mia sopravvivenza non dipendesse dalle cura di altri, se non di alcuni "parenti". Come quando il bambino nella culla accanto me ne indica uno, ed è Pasolini.

Vedi i ragazzi che camminano tenendosi per mano. “Cosè quel tipo di romanticismo?”, ti chiedi. Niente. E’ la loro coppia rilanciata dal consumismo perchè questa coppia consumistica compra. Tenedosi per mano alla Rinascente.

Ho l'impressione che ci sarebbero dei grandi problemi se venissero chiusi per sempre i negozi. Alcuni si lascerebbero la mano. Altri resterebbero così, a ricordare i vecchi bei tempi della Rinascente. Sperando che torni il mercato. Che è anche quello dei sentimenti.
Ma chissà forse qualcuno non avrebbe più paura della sopravvivenza, della solitudine, e sarebbe più autenticamente romantico con la poesia del mondo che lo circonda.
Vivo come se quel momento fosse già presente.
Se condividerò una mano con qualcuno, sarà per leggere un libro, prendere un fiore, fare una carezza, presentarsi a uno sconosciuto...creare un vestito insieme. Purchè la direzione dei passi non sia verso la solita vetrina del romanticismo industriale.




"Solo i coraggiosi possono amare. Tutto il resto è coppia"