21 luglio 2011

Io non sono di questo palco.

Io non sono di questo palco.
Sono Prometeo che chiede agli umani da accendere, per fare conoscenza.
Mentre tesso il filo delle Parche, indago il meccanismo della spola piuttosto che curarmi dei due capi del destino,
Aracne, dal centro della mia tela porto da bere agli ospiti che non voglio ferire.
Sono Eco che insegue Narciso, sì, ma solo per fargli il verso,
Pandora che rivende ad altri i regali che non puo' aprire,
una Sirena che canta ninnananne perchè ha lei l'insonnia,
Euridice che provoca l'impazienza del suo Orfeo
- amore come mi sta questo ombretto? -

Ho avuto la passione di Medea, ma i figli del mio cuore son morti da soli, senza vendetta.
Sono Arianna nel labirinto, conosco la strada, ma lancio il gomitolo a Teseo - tiè gioca -
e me ne vado prima che sia lui a lasciarmi iN asso;

preferisco di gran lunga spegnere il mio furor alzando coppe con Bacco, anzicchè fare la puzza di bruciato di Didone.
Sono una Calipso che non vuole trattenere Nessuno offrendo il peso della sua immortalità,
e parlo dei miei guai a cena meglio di Ulisse, a viso aperto, senza pianto femmineo, solo se strettamente richiesto.
Sono Cassandra, che sa già tutto e prova a dimenticare, rassicurando gli increduli con finta spensieratezza, profetessa che non sa più quali siano queste che altri chiaman tragedie,
e intanto c'è dentro.
Sono la Pizia che dà la verità per oracoli, per risparmiare agli altri l'imbarazzo dello specchio.
Sono Penelope che non riconosce suo marito dal letto, e si è scelta il più giovane dei Proci, perchè almeno mangia a casa e si fa la barba, o forse per dispetto.
Sono Ifigenia che scappa prima del sacrificio, per far salva la sua vita, che si guarda circospetta dalla parola famiglia,
sono un Antigone che scuote la testa alle porte di Tebe, e non crede che sia la sepoltura a far onore a una vita, che la vera pietà sia risparmiarci la guerra.
Non sono un'eroina, assumo ruoli per convenienza,
serva currens venuta a rubare consapevolezza,
rinasco sempre nuova, araba Felice,
Sono una che cambia la trama,
una pessima attrice.

19 luglio 2011



Ciao oscurità, vecchia amica mia,
son venuta per parlare ancora con te...
(in silenzio).

15 luglio 2011

Metafora



Certe domande se le fanno solo i poeti.

2 luglio 2011

Crazy Diamonds



E' l'una di notte circa. La radio passa i Pink Floyd. E' il momento in cui tutto si distende. La voce degli amici è un rumore senza forma, senza parole. Almeno così giunge alle mie orecchie, come se fosse un colore, che potrei dire come stanno, fuor d'ogni bugia. Bene bene, benino.
Sembra che io non ascolti davvero, che sia distratta, con la testa in aria.
Ma sono dentro al loro giallo-arancio, e tengo il naso sul finestrino.
Il semaforo è rosso senza clamore. L'intro dei Pink inizia a dire qualcosa, c'è una risata in mezzo, in chiave di sol.
Nell'auto a fianco, la ragazza seduta nel sedile da donna, abbassa lo specchietto, mette il rossetto. E' l'una e mette il rossetto. L'uomo al volante le parla, acquario con doppi vetri.
Niente luna.

I diamanti sul decoltè della notte mostrano ancora l'etichetta Per sempre.
Alza il volume per favore.
Nei Pink Floyd ci vedi tutto lo Spazio.
Il semaforo si distrae, e scivoliamo sull'olio di un altro discorso. La strada è un sospiro nelle curve.
Le città anche se deserte sono piene di donne: basta guardare i cartelloni pubblicitari.
Una bionda è distratta su uno sfondo bianco, e c'è un nome accanto, che fa chiedere "chissà che vende". Forse razza caucasica.
Io so che sopra gli stop della nostra auto una scritta dice: Fiesta.
Una festa uscita dalla catena di montaggio di un certo Ford.
Sfondo nero, guardo dal rettangolo del finestrino le vetrine chiuse dei negozi. Siamo nello stesso flusso di coscienza.
Parole e diamanti, 30% coi saldi. E' ancora fine stagione nel Grande Anno.