25 giugno 2011


Ultimo regalino giunto: Edito nel 1931 :)

15 giugno 2011



Si gela dicevi
ma c'era ancora calore
nella piega
del mio braccio.

Dal tappeto spiavo
l'ultima carezza,
lasciata a schiudersi
sotto al gatto.

Perdevo margherite
dai nodi dei capelli,
pettinati
coi denti del ricatto.

Il fumo delle menzogne,
annerite sul fuoco,
fiatava: le chiavi lasciale
lì sul piatto.

Il tuo inverno mi insegnava
come anche la neve,
scavando,
perda il color del ghiaccio.


10 giugno 2011

Street art

Jana&js - rue Jeanne d'Arc

Questa è l'idea di una carta interattiva dei graffiti di Parigi.
Nel sito è presente una galleria, che divide i lavori per autore e tecnica artistica utilizzata.
Questo permette di visitare la città come un'immensa galleria d'arte, per chi ha interesse a scoprire gli autori di street art, le differenze di stile, la coesione tra sfondo urbano-immagine-soggetto.

Artiste : Jr / Lieu : Autour du centre de Paris / Photo : Brin D'amour

Le città dovrebbero dare valore all'arte nel paesaggio urbano, sempre più trascurato e svilito da ecomostri e pubblicità martellante, o situazioni di grigio degrado. Che ben vengano le iniziative per dare colore alle strade, che ben venga l'arte perchè quando essa è nell'aria... si puo' ispirare.


Artistes : Dacruz & Artof Popof / Lieu : Autour de Vitry sur Seine / Photo : Thias (°-°)

Ed ecco invece il "BIG BANG BIG BOOM:un punto di vista non-scientifico dell'inizio e dell'evoluzione della vita ... e di come potrebbe finire.



direction and animation by BLU
blublu.org
production and distribution by ARTSH.it
artsh.it
sountrack by ANDREA MARTIGNONI

8 giugno 2011



KEBRILLAH KEBRILLAH

1 giugno 2011

CORPUS

Trovarono il mio corpo tra le sabbie del deserto. Con stupore sciolsero i rotoli neri e la treccia di una lingua antica. Passarono col dito nella pergamena chiara delle braccia, segnate da lacune evidenti, e croste di opinioni che il tempo aveva indurito.
Sulla schiena trovarono presto segni a graffi, e note a margine. Ancora, il filo e i punti per ricucire i pensieri a strappi.
Rigirarono il senso di certe inversioni di frase, traducendo con facilità qualche sentenza finale
a chiusa, messa lì per distrarli.
Presero la cadenza dei miei piedi, cercando la musica che si è persa.
Confrontarono le linee delle mie mani con quelle di altre famiglie. Tradussero tutto. Tutto, eccetto la mia grafia malferma.
Rimpiansero la perdita di interi capitoli bruciati, ustioni spente sull'altare dei ricordi. Ma diffidarono sempre di quelli risanati - tatuaggi in bella copia - da una mano esterna.
Dissero infine sprecati i fogli rimasti intatti, lucida copertina di varianti risparmiate.
Divisero il mio corpo distinguendo dove io fossi più autentica, senza lasciarmi il diritto
dei miei sentimenti spuri.
Tra tutto ciò che dissero di me, rimase libera l'anonimìa dei miei occhi muti, spalancati al cielo, anche da sotto terra.
Nella fossetta la guancia però rideva ancora, al volume dei grani che quei dottori volevano contare, nel mucchio del deserto.