30 aprile 2011

Post-it


1. Collezione Delai. "Post-it", pixel su pixel. cm 5,9 x 5,61.
Descrizione.
Segni neri su giallo.

(Sul retro è stato scritto in inchiostro simpatico "Si invita a prendere la cosa seriamente in considerazione.")

28 aprile 2011

Une vision: La truelle

La truelle

Guardare e basta, non serve.
Fissare.
Quello è il trucco, per non pensare l'abitudine che riconosce le forme.
Il disegno del pensiero è fuori dal mio bianco,
i manici possibili sono due,
diversamente uniti alla base
(ma forse sono trecce di capelli).
Mi sforzo di ricordare cos'era.
Un po' di terra che si vede appena, è la strada per farlo.

24 aprile 2011

Sonetto XLIII


Cerco un segno tuo in tutte l’altre,
nel brusco, ondeggiante fiume delle donne,
trecce, occhi appena sommersi,
piedi chiari che scivolano navigando nella schiuma.

D’improvviso mi sembra di scorger le tue unghie
oblunghe, fuggitive, nipoti di un ciliegio,
altra volta è la tua chioma che passa e mi sembra
di veder ardere nell’acqua il tuo ritratto di fuoco.

Guardai, ma nessuna aveva il tuo palpito,
la tua luce, la creta oscura che portasti dal bosco,
nessuna ebbe le tue minuscole orecchie.

Tu sei totale e breve, di tutte sei una,
così con te vò percorrendo e amando
un ampio Mississipi d’estuario femminile.



(da "Cento Sonetti d'Amore"- Pablo Neruda)

20 aprile 2011

Danza aRborigena

Ho trovato un albero in giardino.

Radici africane,
fiori orientali.

Rami astrali,
foglie raminghe.

Se tagli il tronco
un labirinto.



17 aprile 2011

La settimana santa di Aurelio Bracco



Inizia la settimana santa. In sicilia le processioni sono così particolari da essere sempre più mira di fotografi e fotoamatori, oltre che di turisti. Nella spettacolarizzazione del rito e il chiasso dei curiosi, il venerdì santo ha perso un po' ovunque il senso sel rispetto, del silenzio e della penitenza. Ma c'è un piccolo paese vicino Palermo, dove quest'aria rarefatta ancora si respira, e il suono dei passi nelle file di fedeli è l'unico riverbero tra montagne e case disegnate come un presepe di marzapane.
Un doppio invito quindi, a vedere i riti pasquali di Petralia Sottana, e con essi la chiave di lettura del fotografo Aurelio Bracco in mostra fino al 24 aprile presso Palazzo Pucci Martinez (P.zza A. Gramsci).



Lascio qualche stralcio della prefazione che ho scritto del libro fotografico (in vendita presso i locali della mostra e QUI) nella speranza di dare visibilità a un lavoro che si sgancia dalla scarna documentazione oggettiva di un evento, e si fa percorso autoriale e personale del fotografo e della sua sensibilità.



La “Settimana Santa” a Petralia Sottana [...] è fatta di presenza umana: essa è insieme protagonista e scenografia [...] a testimonianza che ogni città, e anche questo comune madonita, è innanzitutto la sua gente.

[...] Il venerdì è giorno di attesa, mani giunte e file di uomini colti nell’immobilità. Tutto è fermo, la natura tace, il silenzio regna sul trono delle montagne e sull’atmosfera surreale di una nebbia come presagio.

[..] Sta per compiersi una tragedia vecchia duemila anni: nel cammino verso il calvario, Aurelio Bracco coglie le file dei fedeli, l’ordine geometrico della storia che si ripete in sequenza, e non cambierà mai. Nella sua ripetizione ciclica, il rito è la forma immutabile dell’evento, nato dalla storia eppure senza tempo.

[...] Lo stile strisciato, il mosso e fuggevole flusso dei bianco e neri, servono a disperdere le individualità in una massa brulicante e indefinita: anonima e senza volti essa diviene il simbolo di tutta l’Umanità, quella che non ha risparmiato il suo Messia e, insieme, quella che oggi crede.

[...] Tra gli applausi e il rumore di ali delle colombe, Aurelio Bracco decide di chiudere il suo lavoro fotografico con un immagine evocativa: la nuova veste del Re, di spalle e dall’alto, saluta Petralia e con essa il Nuovo Giorno dell’uomo.

Nelle sale di Palazzo Pucci Martinez è anche possibile accedere a una stanza per farsi avvolgere da un audiovisivo proiettato su più schermi che a tempo di musica alterna foto e testi, dal forte impatto emotivo.

2 aprile 2011


Mi cade l'occhio sul pensiero.