28 marzo 2011

Babbo Natale. Le idee FANNO il mondo

Ok sono fuori stagione
ma così, pensavo.
A Babbo Natale.

Il problema non è che i miei mi abbiano mentito.
Poverini, che potevano fare.
Loro davvero credevano che Babbo Natale non esistesse, e si comportavano di conseguenza.
Il problema è che nel farlo, si sono davvero convinti che Babbo Natale non E'.

Il che ovviamente è sbagliato.

Già.
Cosa vuol dire
esistere?
A mio avviso:
Avere un'influenza sulle cose (e subirla).

Flashback.
Mio fratello ha 1 anno e mezzo più di me. In questo momento ne ha 6. E' il 25 dicembre. e sono le 7 del mattino. Scendendo con frenesia le scale di marmo bianco della nostra casa mi dice che Babbo Natale non esiste. Che la neve sullo slittino ce l'hanno messo mamma e papà per rendere il tutto credibile.
Va da sè che i regali li comprano loro. E le letterine le leggono loro.
All'ultimo gradino è già cambiato tutto.
Ok, piango un po' lo ammetto. Più che altro perchè mio fratello non ha proprio modo nel dire le cose. E io ho passato una notte a tendere l'orecchio per sentire i rumori dei passi di un uomo novantenne, in sovrappeso, con un sacco dove qualcosa era lì per me.
Scartando i regali sorrido ai miei genitori, fingo di credere alle loro rassicurazioni:
ma sì che esiste, guarda la neve! dicono, e improvvisamente mi fanno tenerezza.
C'è stato bisogno di Babbo Natale, una storia-tradizione mondiale, ancora una volta di una festa...per farci dei regali. Azione passiva.
Di questo, mi spiace un po'.

Ecco.
Se non esistesse (la storia di) Babbo Natale, non ci sarebbero regali assicurati per i bambini, il 25 dicembre.
La cosa è così semplice, che bisogna porre molta attenzione per vederla.
Se non esistesse Babbo Natale (o la befana o chi per lui) i genitori non chiederebbero ai figli cosa vogliono, non metterebbero il cappotto per uscire di casa, non comprerebbero il regalo, non perpetuerebbero la storia che sta dietro a tutto questo (e che in fondo supplisce la spontaneità, inducendola).

Quando si dice che Babbo Natale non esiste, si dice una stronzata. Lui e la tradizione di scambi di regali tra adulti, circola nel mondo e
lo influenza, con buona pace dell'economia attuale per altro, che vede aumentare gli acquisti a fine anno.
La storia degli elfi che confezionano regali nella megaindustria di Babbo Natale e altre informazioni su renne e quant'altro, sono i modi in cui da un'idea grezza, originaria, si formano con contributi diversi, le varianti "condìte" del mito.

Babbo Natale dunque, non solo
condiziona ad agire, ma subisce l'azione narrante degli agenti (umani).

Se esiste quel luogo fantastico descritto nel "Mondo di Sofia", dove regnano personaggi frutto della fantasia, e noi adesso su questa concreta Terra decidessimo tutti insieme che Babbo Natale sotto sotto ha delle mutande verdi a pois rossi, e quest'idea si propagasse a dismisura, accettata da chiunque, India, Cina, Europa, Africa, America... WOWWW
in quel luogo, Babbo Natale avrebbe le mutande verdi a pois rossi.

Questo mi porta a pensare:

1) è impossibile parlare di ciò che non esiste, perchè non si potrebbe dire nulla.
Se parliamo di qualcosa, essa è, anche sotto forma di "idea" essa ha un'esistenza, quindi un 'influenza, un effetto fisico-emozionale innanzitutto su me che la penso, in secondo luogo un effetto su chi per esempio mi rivolgo per esprimerla, trasformandola in parola. Un'esempio:

Io dico CACCA e voi state già pensando alla cacca. E' un potere enorme.
Io dico "non pensate a un ELEFANTE"

e voi l'avete pensato.
(Il pensiero infatti è sempre affermativo).
(Questa dell'elefante l'ho rubata ma spero che vada bene uguale)

Le idee
sono,
in una forma diversa, d'accordo,
ma
sono.
Le idee influenzano il mondo, e se viene data loro la giusta continuità e diffusione creano. Si concretizzano, anche se in genere con delle varianti aggiunte nel processo di formazione.
(E qui la mia mente spazia tra il valore magico della parola, i mantra e
all'inizio era il verbo, ma anche l'idea di indipendenza nazionale...che nasce nella mente di qualcuno nell'illuminismo e per cooperazione d'intenti, si cosifica.)

2) Babbo Natale continua a esistere anche da adulti, cioè gode di
forza di influenza residua, in proporzione alla perpetuazione della sua memoria nel tempo. (Il concetto è quello del piano inclinato.)
Se le cose non fossero date così per scontate, un uomo di 50 anni , più che adulto, in preda a sudore freddo e un fremito improvviso un giorno si farebbe una semplice domanda
- perchè fare regali di Natale? -
rispondere
perchè cosi mi hanno insegnato sarebbe esatto, ma non esaustivo.
Ci vorrebbe infatti un'altra domanda per andare al fondo della questione e far passare il sudore freddo:
perchè fare regali di Natale piuttosto che saltellare su una gamba e ad occhi chiusi, il 24 notte? o che so, ritagliare cuoricini di cartone e incollarli alle pareti? o dare da mangiare ai poveri, o dormire tutto il giorno?

3) Così come io posso condizionare il colore delle mutande di Babbo Natale, se qualcuno dall'altra parte del mondo, dalla parte degli
immaginari (regno dei defunti, dei miti della storia, degli dei), ci pensasse in un certo modo...quel modo condizionerebbe questa realtà?
Avere fede in qualcosa, significa comunicare col possibile.

Ora capisco perchè nel mondo di Sofia, c'era bisogno di una festa, un compleanno, per iniziare il racconto. Era un messaggio neanche troppo nascosto. Una festa è la ritualizzazione di un'idea, un evento che si perpetua nella memoria e influenza il reale.
Chi pensa che quel libro sia un buon
riassunto di filosofia, è rimasto al di qua dell'opera.

Io ci credo nelle preghiere, alle parole, alle comunicazioni tra mondi, alle idee.
Dunque.
Babbo Natale, sono disposta a farti tornare le mutande bianche, se riesci tramite un bianconiglio o altri dei tuoi amici che viaggiano in primavera sulla terra, a far cadere il governo in Italia entro 3 giorni. Niente di personale. E' solo un esperimento. (uhm sto banalizzando)
Ma se ti vuoi tenere quelle verdi a pois rossi, ok...non ti giudicherò, anzi sei proprio simpatico.
Però vorrei parlare con Ernesto, adesso.

Seriamente.
Babbo Natale, ti voglio bene,
io so che esisti. Ma da oggi voglio partecipare al grande gioco, e ti penserò più giovane e magro, che beve meno cocacola, tiene la barba rasata, dona sorrisi ai bambini, e gira il mondo in barca a vela. E tu, tu pensami felice in una mansarda a Parigi, e in viaggio sei mesi l'anno. Vedrai che pensandoci in alto, saremo in alto.
Ogni tanto mandami Ermes, e un messaggio nella buca delle lettere.
Io cercherò di resistere, al genocidio delle idee.

Audrey



Bibliografia:

Gaarder Jostein, Il mondo di Sofia

Bulgakov Michail, Il maestro e Margherita

Filosofia, religione, miti, e geografia del possibile.

Babbo Natale.

http://www.youtube.com/watch?v=AX41xwAYU2M


N.B: Sono favorevole ai regali in ogni momento dell'anno. Al Natale come festa religiosa. Un po' meno alla "dittatura del regalo a Natale", specie se non si crede alla festa religiosa.

N.B.²: Babbo Natale è una variabile che puo' essere cambiata con qualsiasi altra idea/mito da inconscio collettivo.

N.B³: Avere delle idee è la cosa più divertente al mondo.

24 marzo 2011

Blu.

Strana illuminazione primaverile.

Io sono fatta di letteratura.
Sono uscita dalla penna di una bambina alla finestra, e quella bambina ero io.
Di letteratura, sì.

Il mio vero carcere - infanzia analfabeta - è stato quando non ho scritto e letto più niente.
Nè di libri, nè di me stessa.

Non amo se non in versione romanzata. Tengo strette le cose vicine che posso anche immaginare altrove.
Ciò che vedo attorno a me, un albero, una costellazione, persino un evento, è come una parola, un insieme di lettere... sono il segno arbitrario di qualcos'altro, con mille collegamenti attorno da mille e una notte.

Di storie vorrei conoscerne una al giorno. Una per ogni cosa. Per amare meglio. Per il piacere di tramandarle, o per sorridere tra me e me, solo a ricordarle, così, mentre lavo i piatti.
Una storia per il mio grembiule, per favore. Mi devo asciugare le mani.

E poi amo chi è fatto di letteratura, e sa raccontare le cose, anche se da nulla, ma sa dirle bene, in un italiano che scorre, che sia dolce, e stil, e novo. Chi mentre parla muove le mani lentamente, o dice una frase breve, senza battere ciglio, come un epitafio. Che la dici ed è già morta, ma coi fiori sopra.

Mi piace sentire una parola che non conosco, che mi faccia venire voglia di cercarla. E i neologismi, loro...sono instancabile volontà di vita.

Amo chi parla a un uditorio senza egocentrismo, senza pensare alla sua voce...e mentre dice è tutto addosso a ciò che racconta e quella cosa è nata libera.
E le pause messe alla virgola giusta, la sintassi complessa senza perdere il filo del discorso.
La scansione della voce su ciò che è importante. Come se in un tappeto di suoni, ogni tanto vibrasse un tasto di pianoforte, a scuotere la polvere.
Mi nutro di
flussi di coscienza insoliti
che hanno il pudore di farsi desiderare.
Non alla Joyce.
E i libri che hanno il coraggio di osare, alternando poesia e prosa nello stesso foglio. Di rompere le righe

della pagina.

Le persone che ovunque le apri, ti dicono qualcosa.

Amo il silenzio di una fine di capitolo, che rimanda a domani. Perchè la notte io possa sognare una continuazione. E provare il piacere dell'alba: il tradimento di tutte le aspettative.

Sono di letteratura. Mi scrivo come meglio credo. Anche in disordine, e bruciando di tanto in tanto gli appunti. Ma sto scrivendo su una finestra, e mentre scrivo faccio caso alla mia grafia, e mi piace metterla di traverso, animando la malinconia di esuberanza...per darle una storia, per farla leggera. E tenere ancora gli occhi lucidi di biro.


Meno-male

Vignetta di Quino: "Meno male che il mondo brucia sempre dall'altra parte!"

11 marzo 2011

L'inconscio oggi è l'economia

Basterebbero 20 minuti spesi COSì per sapere dove viviamo oggi.
Se potessi regalerei questi 20 minuti a ogni alunno, da elementari a liceo. L'esame di ingresso alle università dovrebbe essere fatto su domande circa il PRESENTE nelle varie parti del mondo. Mi piacerebbe una televisione pubblica che non trasmetta programmi di intrattenimento a ora di cena dove un singolo uomo puo' vincere denaro beccando con un po' di fortuna il pacco giusto. Vorrei che in quella tv si dicesse ogni tanto come circola il denaro oggi, come tutti partecipano a difendere un sistema economico per paura che non ne sia possibile uno migliore. Vorrei che si dicesse come l'economia è entrata fin dentro ai rapporti personali, con effetti devastanti (1 e 2)
Vorrei essere adulta, dunque responsabile, contro ogni "buon senso". Non subire modelli che tutti reputano normali, immodificabili. Creare nuovi modelli. Voglio chiedere perchè, e trovare le risposte, senza fermarmi al "perchè si".
Oggi ho speso 1 ora così. E' stata un'ora utile, di tantissime altre non mi ricordo. Ci sono 4 link in questo post, mi piace condividerli, senza pretese... se mai uno alla volta troverete il tempo di vederne qualcuno...o di consigliarne un altro a me.
Ma non posso fare a meno di pensare a quel programma di intrattenimento, che rimane acceso nelle case mentre si cena. Che approfitta di quella mezz'ora di pasto comune, tra una forchettata e l'altra, per entrare nelle teste...
E se...


Peccato che lo spazio è riservato ad altro, e altri.