25 marzo 2010

La storia siamo noi

Non so se avete avuto la stessa sensazione...Spesso non ce ne accorgiamo, ma a volte non puoi fare a meno di notare che, mentre vivi, la STORIA si scrive. E in Italia sta accadendo qualcosa. Allora lascio un invito, facciamo qualcosa di diverso. Resistere alla volontà di disinformarci... la vera difficoltà d'oggi. Stasera guardiamo Rai per una notte alle 21: http://live.raiperunanotte.it/ se siete davanti al pc... ma ci sono mille altri modi, radio, Sky Tg 24, Youdem (canale 813 di Sky) e Current TV (canale 130 di Sky); mentre sul digitale terrestre va in onda su Rai News 24 e Repubblica TV.
Li trovate tutti elencati qui



22 marzo 2010

Il cielo in una...tazza

Il cielo in una...tazza

Ogni tanto mi guardo attorno. Così, per esercitarmi. Luci e ombre, giochi cinesi. Afferro la piccola fuji e ripasso la grammatica, con qualche scatto. E poi fa capolino un riflesso. E il cielo si apre chiaro davanti a me, il cielo, senza alzare la testa è a portata di mano. Così vicino che si può bere. Guardare non è più faccenda da poco.

21 marzo 2010

Camera con sguardo.

Si chiude oggi a Palazzo Sant'Elia di Palermo la mostra fotografica "Camera con sguardo. Fotografi italiani" che ha avuto il merito di portare un po' d'acqua (fotografica ,si intende) in questa desertica Sicilia. L'ultima mostra di un fotografo di rilievo internazionale è stata qualche mese fa (ottobre 2009), presso la Vuedù Factory, che di fatto si occupa di arredamento, abbigliamento sartoriale, e design, e che ha il merito di destinare sul retro uno spazio espositivo all'arte e alla vendita di libri fotografici. Ma sta di fatto che in quel caso si arrivava alla via e al numero civico indicato e si trovava una vetrina chiusa e dei vestiti appesi. Dopo aver citofonato titubanti (avremo mica sbagliato posto?), e dopo aver trovato le foto di Salgado stampate su carta non fotografica, abbiamo apprezzato comunque l'intenzione di promuovere l'arte, e lo scopo umanitario della vendita delle stampe. In una terra che non fa altro che dire "accontentati...accontentati" alla fine ci si abitua a piangere con un occhio. Anche quella è stata un'occasione per vedere delle fotografie, peccato che la qualità non fosse migliore a un libro stampato. Dunque Camera con sguardo, a Palermo, prima di tutto è un piccolo miracolo (speriamo ripetibile). Le foto di 29 grandi fotografi italiani hanno un'installazione che rende loro giustizia, trovano spazio e luce adatti alla loro piena visibilità, e pur essendo una collettiva le opere di un autore non fanno mai a pugni con quelle del vicino. Di certo non è un caso che il curatore sia Achille Bonito Oliva.
Lo sguardo scivola elegantemente fino all'ultima stanza, senza intoppi, trovando un'omogenea gentilezza pur nella diversità delle espressioni e delle tecniche. Le targhette ti invitano a pensare. Mi smentisca qualcuno se a Palermo ha mai visto indicazioni come: stampa cromogenica, stampa ai pigmenti, C-Print su Diasec, prima d'ora. Queste informazioni si riservano alla pittura in genere, olio su tela, acquarello, e via dicendo. Come se la fotografia non fosse altrettanto un fatto di scelte, di supporti, di resa, di eccellenza. Come se non si potesse essere anche qui curiosi, di come una stampa ai pigmenti riveli la tridimensionalità di un paesaggio in bianco e nero di Paolo Pellegrin, per esempio. Cosi con i miei amici pellicolosi (gruppo di camera oscura) guardiamo le stampe al bromuro d'argento di Marialba Russo, così lattiginose, e apprezziamo i contrasti di Giacomelli, tanto che il mercoledì successivo, in camera oscura, notiamo che è successo qualcosa. Ci siamo educati. Cerchiamo qualcosa in più. Giochiamo proviamo sperimentiamo, e il ivello delle nostre stampe è migliorato. Qualcuno si segna i tempi, un altro prova a mascherare. La resa lith di una foto ne rivela qualità significative nascoste. Abbiamo bisogno di mostre così. Anche il nostro modo di scattare si affina, attraverso quelle opere. E a volerci riflettere non dico tanto, ma un attimo, il nome della mostra "Camera con sguardo", scimmiotta "Camera con vista" romanzo di E. M. Forster che ha inizio proprio da una camera di un hotel che ha una bella vista sul fiume Arno. Una finestra sul mondo dunque. E questa mostra è una camera che non dà sul mondo in sè e per sè, non vuole raccontarci una cosa, ma è una finestra che dà sugli occhi dei fotografi. Prodotto di una visione non oggettiva (come molti pretendono che sia la fotografia), ma piuttosto passando attraverso la loro interiorità e soggettività, attraverso le loro scelte tecniche e le espressioni concettuali, ci ricorda cos'è un uomo, il suo sguardo.
Una mostra che se ne va, ma in fondo resta.



La foto è stata rubata al volo e regalatomi da un folletto. Si declina ogni responsabilità al mondo magico sotterraneo. Colonna sonora in cuffia di René Aubry gentilmente invocata dal mago Woland.

20 marzo 2010

Il primo gradino

E così ora ho di nuovo due borse a tracolla. E ancora ascoltare il silenzio è un pezzo al pianoforte.
La mia strada.
Le mani frugano nelle tasche. Fredde cercano, cieche trovano. Pellicola, pellicola, tappo. Non respiravo così a fondo da tanto. Tutta la vita attorno a me, quel cane, le scarpe sull'asfalto, il dialetto della signora alle persiane, attraversano il corpo col mio respiro. Non guardo più per me, guardo per tutti.
Nessuno stress mentre sono ciò che sono, nessun peso, nessun niente. Nessuno che possa mettere parola, nessuno che possa chiamarmi per nome e farmi girare. E ripeto il nome nuovo che mai ho avuto, se appena un rumore mi insegue, chiudo gli occhi e respiro ancora. Naturale, come vivere.
Salgo il primo gradino, senza vedere tutta la scala, con fiducia, salgo il primo gradino.
Vendere la prima foto. E sorriderne quanto basta. Per mettere il piede sul secondo. Sbagliando, inciampando, fatti miei. E, strano a dirsi, davvero non ho mai gattonato. Un giorno mi sono messa in piedi e ho camminato.




9 marzo 2010

Pince à linge

pince à linge

La mattina.
Il sapore del latte fresco
i piedi nudi sul pavimento
luce d'estate
odore bianco bambino
di panni ad asciugare
respiro.
La mattina.
L'incastro dormiente
la silente tensione
dal cerchio alla linea
spezzata
tra sabbie mobili di forme
e labirinti di lenzuola
il sogno di stamattina
ho perso.


Pince à linge, ovvero Molletta per bucato.
L'intero set è pensato per dimensioni parietali, in modo d' immergere lo spettatore dentro la visione di oggetti quotidiani. Quando avvicinarsi alle cose significa riscoprirne le geometrie, i vuoti e i pieni. E reinvertarne i significati.