20 marzo 2010

Il primo gradino

E così ora ho di nuovo due borse a tracolla. E ancora ascoltare il silenzio è un pezzo al pianoforte.
La mia strada.
Le mani frugano nelle tasche. Fredde cercano, cieche trovano. Pellicola, pellicola, tappo. Non respiravo così a fondo da tanto. Tutta la vita attorno a me, quel cane, le scarpe sull'asfalto, il dialetto della signora alle persiane, attraversano il corpo col mio respiro. Non guardo più per me, guardo per tutti.
Nessuno stress mentre sono ciò che sono, nessun peso, nessun niente. Nessuno che possa mettere parola, nessuno che possa chiamarmi per nome e farmi girare. E ripeto il nome nuovo che mai ho avuto, se appena un rumore mi insegue, chiudo gli occhi e respiro ancora. Naturale, come vivere.
Salgo il primo gradino, senza vedere tutta la scala, con fiducia, salgo il primo gradino.
Vendere la prima foto. E sorriderne quanto basta. Per mettere il piede sul secondo. Sbagliando, inciampando, fatti miei. E, strano a dirsi, davvero non ho mai gattonato. Un giorno mi sono messa in piedi e ho camminato.




1 commento:

Nicola ha detto...

Ma quanto è bella questa foto? Mozzafiato...

Nicola