15 luglio 2009

fran

Chiedo scusa a chi ho fatto soffrire.
Uno per uno.
E di averlo fatto senza guardare, pur di essere forte.
Chiedo scusa anche del fatto che non sono mai riuscita ad odiare nessuno veramente.
Di aver dato sempre la possibilità di ferirmi a chi ho amato o voluto bene, col perdono pronto pur di sentire dentro che c'era per me un "ti voglio bene".
Chiedo scusa di aver detto verità scomode, piuttosto che tranquillizzanti falsità. Ho capito solo poi che la sincerità non paga, e nessuno ti crede mai fino in fondo.
In qualche modo mi verrebbe da chiedere scusa anche di essere stata fedele a ogni bellezza condivisa, fossero anche passati anni di silenzio. Ma farei torto a un'idea in potenza molto bella.

Un diario se trasmesso finisce di essere un diario. Il mio è uno spettacolo che non puo' fare bene a nessuno.
Cambierò idea, probabile, ma almeno sarà tardi per tornare indietro.
Come in passato, mi regalo oggi un nuovo sacrificio.
Questo blog morirà oggi a mezzanotte.

Grazie per chi c'è stato, anche per un secondo.



Un sogno è roba che funziona. Se volete un consiglio, quello è il sistema buono. Per salvare qualcuno, nel caso. Un sogno. (Oceano Mare)

8 luglio 2009

IF

Ci sono canzoni che entrano nella tua vita per caso, sfogliando qualcosa o ascoltando qualcuno, magari il suono esce da una radio, o troviamo il testo scritto da qualche parte e ci incuriosisce. Ecco, questa per me è una di quelle.

2 luglio 2009

Cosa ho imparato oggi

Così ho capito che sono una collezionista.
Non l'avrei mai detto, ma in effetti lo ero ancora prima di saperlo.
Ciò che registro, ciò che cerco continuamente...non è neanche la perfezione, ora lo so, ma è bellezza. Un movimento fermo nelle cose. Un'illuminazione.
Ho capito che questa ricerca forse non mi rende una persona migliore, ma mi appaga quel tanto che mi spinge a cercare ancora. Ed ecco una nuova curiosità, la sete di collezionare ancora, attimi, conoscenze, uomini, parole (Dio quanto sono belle le parole) e forme e colori, e movimenti, e suoni... bellezza. In una parola arte. E a molti l'arte sembra che venga da chissà dove, come se fosse un mistero caduto come un meteorite, per sbaglio, nella vita di tutti i giorni. Eppure condivido la definizione di Muriel Barbery: L'arte è vita ma su un altro ritmo.
Così ho iniziato a collezionare, consapevolmente, meno distrattamente...divertendomi nel lasciarmi trasportare da un argomento all'altro, da Mozart alla forma di un fiore. Ho iniziato a cercare ciò che leggevo in un libro e non conoscevo, che fosse il cassoulet (piatto francese)o i quadri di Hopper.
Ho l'impressione che un collezionista di letteratura arte musica filosofia, bellezza, non sia mai solo. La sua collezione gli dimostra di per sè che tanti hanno vissuto sullo stesso ritmo, e cercato, e creato, la stessa cosa. Bellezza.
La bellezza si mangia? Anche. Adoro come gli orientali mangiano con le bacchette, trovo che quel movimento, dia tutta un'altra importanza a ciò che si mette in bocca. Naturalmente è l'impressione di una occidentale che le bacchette le usa lentamente e con una certa intenzione, quasi che mangiare fosse un rito ripetuto sull'altare della tavola. Forse sono io a vederci tutto questo. Dovrei chiedere a un giapponese in effetti, com'è che lo vedono loro.
Fatto sta che ieri ho preparato il sushi, bellezza del sapore.
Era la mia prima volta, ed è venuto davvero bene.
Bellezza è anche trovare un'armonia, tra i sapori per esempio. Un vino bianco (Chardonnay Mandrarossa) e a fine serata la sensazione di aver arricchito la mia collezione.