15 luglio 2009

fran

Chiedo scusa a chi ho fatto soffrire.
Uno per uno.
E di averlo fatto senza guardare, pur di essere forte.
Chiedo scusa anche del fatto che non sono mai riuscita ad odiare nessuno veramente.
Di aver dato sempre la possibilità di ferirmi a chi ho amato o voluto bene, col perdono pronto pur di sentire dentro che c'era per me un "ti voglio bene".
Chiedo scusa di aver detto verità scomode, piuttosto che tranquillizzanti falsità. Ho capito solo poi che la sincerità non paga, e nessuno ti crede mai fino in fondo.
In qualche modo mi verrebbe da chiedere scusa anche di essere stata fedele a ogni bellezza condivisa, fossero anche passati anni di silenzio. Ma farei torto a un'idea in potenza molto bella.

Un diario se trasmesso finisce di essere un diario. Il mio è uno spettacolo che non puo' fare bene a nessuno.
Cambierò idea, probabile, ma almeno sarà tardi per tornare indietro.
Come in passato, mi regalo oggi un nuovo sacrificio.
Questo blog morirà oggi a mezzanotte.

Grazie per chi c'è stato, anche per un secondo.



Un sogno è roba che funziona. Se volete un consiglio, quello è il sistema buono. Per salvare qualcuno, nel caso. Un sogno. (Oceano Mare)

6 commenti:

Nicola ha detto...

Che peccato. Grazie a te!

Radiant ha detto...

Accipicchia... mi spiace che il blog finisca qui. D'altronde, hai senz'altro motivi più che validi per prendere questa decisione. Vorrei comunque continuare a seguirti su flickr. Ci sentiamo là, magari. Ciao e ad maiora.

Maxdog ha detto...

L'ho visto nascere da vicino.

L'ho visto crescere da vicino.

Lo vedo morire da lontano.

Nulla dura per sempre, però mi mancherà il tuo occhio geniale sul mondo.

Ad majora :)

Massi.

Michela ha detto...

"Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci,
non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta.
Si è anzi felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai.
Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico,
tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì,
senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso,
ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu. Tac.
Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora.
Basta quello."

Evidentemente qualcosa ha fatto tac. Tutto finisce. Un viaggio, un libro, un'amicizia. Se finisce è perchè ha dato quello che doveva dare e si è fatto il suo tempo. Buon viaggio a tutte le tue parole...ovunque esse finiscano :)

Marco Crupi ha detto...

Peccato...avevo appena scoperto il tuo blog...ti seguirò su Flckr! ;)

melanzanagigante ha detto...

...appena il tempo di entrare e ricevo una raffica di emozioni...e l'addio mi ha turbata, ma fortunatamente le tue parole navigando nel web continuano a emozionare..