28 giugno 2008

Il Ciclope è il mito del fotografo? Κύκλωψ: "occhio tondo".





Grazie a Sandro "Il Biondo" per le foto.

23 giugno 2008

La prima mostra

A seguito del corso di "Storia e tecnica della Fotografia" della Facoltà di Lettere di Palermo, il prof. Angelo Pitrone insieme ai suoi allievi ha organizzato una mostra collettiva di scatti, come frutto dell'insegnamento svolto. Manca un filo conduttore, una progettualità univoca: la mostra non ha una pretesa autoriale vera e propria, quanto l'intenzione di dare una panoramica sui risultati raggiunti nel corso, e sugli "sguardi in/certi", spesso ancora da affinare, di giovani "obiettivi".
Partecipo alla collettiva con sei foto scelte dell' Octavia Project.
Vedere le foto del manichino per la prima volta stampate è stata una bella sensazione :)
Chi mi conosce sa quanta importanza dia al caso...
L'impostazione (non mia) dello spazio colore su CMYK, ha dato alle stampe (che dovevano essere in bianco e nero) una colorazione tendente al blu-ciano. Il risultato mi è piaciuto molto, sembra che dal silenzio immobile che avevo dato con il bianco e nero, Octavia abbia iniziato a respirare un'aria azzurra. Per cui nel mio lato dadaista, penso che sia l'opera stessa a completarsi :)
Se volete venire a vedere la mostra cliccate sulle foto, trovate orari e altre indicazioni. Sono 3 giorni: 26-7-8 giugno, a Palazzo Cutò (Bagheria, Palermo).


18 giugno 2008

Modi di dire

Moriro' circondata di bella gente, avendo tutto quel che mi serve, e mentalmente lucida.

questo e' un buon modo di dire :)

16 giugno 2008

Ciak si gira


Prosa, fotogrammi, Immagini.
Catturare e allevare, impressionare e godere della visione.
Per una volta non solo foto, ma un film vero e proprio, continuità, filo conduttore. Nel silenzio della sala, un cerchio che gira, 8, 7, 6 bianco e nero 2, 1, luce. So che è iniziato, non so quanto durerà, vorrei che fosse una buona storia. Non il lieto fine, non è quello. Verità, e buona visione. Che valga il biglietto. E poi resterò seduta a vedere scorrere i titoli di coda, la traccia di ciò che è stato, il mio nome, il tuo nome, il dove, chi ha curato l'abito...
Guarderò i titoli di coda, per digerire questo film. Non è la memoria che rende vivi, l'immortalità è fatta di oblio, la luce che si accende, i passi tra le cartaccie e i pop corn per terra...loro potrebbero essere lì per qualunque pellicola. Mi chiedo ora come potrei dimenticare quelle scene, se le inquadrature in fondo avrebbero potuto essere diverse, che cosa non è stato girato, quali le scene tagliate, mi chiedo se lo rivedrò questo film, se ci sarà un modo per fermarlo, per evitare che finisca.
I titoli di coda mi fanno paura, le tracce che dal nero saltano agli occhi. Ci alzeremo dalla sala senza sapere dove andare. Non ti voglio salutare.
Voglio pagarlo il biglietto, questo sì, ci tengo. Per meritarmelo, per spendere. Non voglio niente gratis. Il tuo bianco e nero e i miei colori, il mio bianco e nero e i tuoi rumori, l'azione e il rallenty, i salti, i cambi di scena, gli assurdi.
Non vedo la fine, una scena in più per favore, sempre una in più.
Mai indietro, sempre avanti, non voglio rivedere e ricordare, vorrei...che non si smettesse di girare.
M.

15 giugno 2008

La ricerca di se stessi

http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/897.shtml

A buon intenditor...

Pink Floyd

hot ashes for trees?

What have we found? ...the same old fears.


Sulla riva del lago di Piana degli Albanesi.

10 giugno 2008

Che ne sai tu di un campo di grano...

Che ne sai tu di un campo di grano...

9 giugno 2008

About looking

“Photography is an instrument for take care of things that everyone know, but to which everyone not look after.Mine photography intend represent something that you cannot see”
(Emmet Gowin)

"La fotografia è uno strumento per occuparsi di cose che tutti conoscono, ma alle quali non badano. Le mie fotografie intendono rappresentare qualcosa che voi non vedete "

7 giugno 2008

Vedo sempre a colori...ma poi finisco per ripensarlo in bianco e nero...sarà proprio il mio pensiero...laterale. Non posso fare a meno di soffrirlo.

6 giugno 2008

Goodbye Philidelphia



Just like philadelphia
Freedom means a lot to me
In between the place i've been
And where i'm going

I can see america
Trying not to show her age
Even though the winds of change
Keep on blowing

And i would lay your body down and rock your tears away
But it's much too late for now to be like yesterday
And the time is running out and we still have to say
Goodbye

Remember, philadelphia
When the world was young and warm
So in love and living for
Everything new

But i know, philidelphia
The winter wind will slowly take
Your heart and soul until it makes
Nothing of you

And i would lay your body down and rock your tears away
But it's much too late for now to be like yesterday
And the time is running out and we still have to say
Goodbye

Flash a peace sign take a bow
Though we may not know it now
Things are never gonna be the same

Here on seventh avenue
I tip my old top hat to you
I hope you find somebody who
Will love you like i do
'cause i would lay your body down and rock your tears away
But it's much too late for now to be like yesterday
And the time is running out and we still have to say
Goodbye
Goodbye
Goodbye
Goodbye, philidelphia

Retroscena

Continua la serie di Octavia...quando avrò finito di dire tutto quello che sento di poter dire attraverso di lei, sorgerà un problema: a chi affidarla? Prima o poi tutto questo finirà e tornerà a essere un manichino chiuso in qualche ripostiglio... ??
a
01:21

2 commenti:
Maxdog ha detto...
Mi ripeto:Immagine di una forza e di una potenza inaudita.E' bellissima, più la guardi più emergono particolari... anche dal bianco...Meravigliosa, Mari :)P.s. qui ho notato anche il titolo... geniale ;)
01:26
TrecceNere ha detto...
Grazie Massi, al dire il vero il complimento sulla genialità se lo prende la persona che me l'ha consigliato :P
01:37

2 giugno 2008

Inizio. Giugno.

Ho imparato che l'intelligenza di un uomo si coglie nella sua capacità di fare le differenze, che la vita divisa a metà è solo un gioco di bisogni, che l'unico modo per essere veri è restare un intero, 1+1 semmai non fa mai 2, fa 1+1, come un'equazione dove il + esplicita la relazione di vicinanza, non di somma.
Sono sola, compiutamente sola, e vera. Per una volta non sempre un passo indietro alla vita, per una volta la volontà va dove deve andare, senza compassione, senza rimedio. La morte di cui dobbiamo morire, sarà quella che sceglieremo, non indifferenza ma consapevolezza e inevitabilità, sarà la vita che si lascia spiegare.
La capacità di essere integri, di indignarsi, di credere all'invisibile che lega senza imprigionare, di questo mi voglio circondare, di verità.
Ho imparato cos'è la comprensione logica dei pensieri e ho scoperto quanto fosse vero che la cosa più bella è non doversi spiegare, ma anche che il "sentire difficile", non il "pensare", fosse il mistero da trovare, e trovatolo non dovergli porre domande.
Ho deciso di non chiamare mai più nessuno col nome di un sentimento, io sono io, tu sei tu, il tuo nome basterà a dirmi chi sei per me. Le parole definiscono e delimitano possibilità, rinunciando a tutte le altre. Così invece, è tutto perfetto, immobile, silenzioso, bianco, libero ma necessario. Non è il sempre che cerco, ma il presente, la mia immortalità è qui e ora, se devo morire di questo morirò, di verità.
Ora so perchè sento simili alcune anime, e penso a certe pagine del diario di Pavese, a uno sconosciuto che in silenzio ti conosce, a un gatto che salta una mattina nella tua finestra e sceglie di farlo ogni giorno. A loro che sono integre io dedico la mia "Sonata per le persone buone" (per cogliere la citazione vedere il film "Le vite degli altri")
Non è amore, non quello comune almeno, è Verità, e per questa ci vuole fede, nient'altro che credere in ciò che è.

a 13:00 5 commenti