27 marzo 2008

Sono sempre stata povera

Sono sempre stata povera.

Me ne accorgo ora, ripescando una vecchia foto. E' incredibile quante cose si dimentichino... Un particolare che ora balza agli occhi, e mi dà questa sensazione. Povera.

Non saprei come altro dire. Non era semplicità la mia, era povertà. Mentre tutti facevano a gara per avere l'ultimo giubbotto alla moda, io mi tenevo stretta il regalo di Chiara, una collana di pasta. E questo mi bastava, anzi mi riempiva. Una collana di pasta.


Ricetta: una confezione di stelline col buchino. Mettere la pastina cruda in padella e farla tostare. Fare raffreddare. Infilare a una a una le stelline nel filo della collana. Indossare.


25 marzo 2008

Italo Calvino "L'avventura di un fotografo"

Leggendo il profilo di un fotografo su flickr ho trovato una citazione. Credo che comprerò il libro, mi è venuta la curiosità :)

...Perché una volta che avete cominciato, [...] non c'è nessuna ragione che vi fermiate. Il passo tra la realtà che viene fotografata in quanto ci appare bella e la realtà che ci appare bella in quanto è stata fotografata, è brevissimo. ][...] Basta che cominciate a dire di qualcosa: "Ah che bello, bisognerebbe proprio fotografarlo!" e già siete sul terreno di chi pensa che tutto ciò che non è fotografato è perduto, che è come se non fosse esistito, e che quindi per vivere veramente bisogna fotografare quanto più si può, e per fotografare quanto più si può bisogna: o vivere in modo quanto più fotografabile possibile, oppure considerare fotografabile ogni momento della propria vita. La prima via porta alla stupidità, la seconda alla pazzia.

Ed.Einaudi,1958

24 marzo 2008

Simulacro di donna

Qualche foto del progetto in corso. Quando accolsi Octavia a casa fece impressione a molti. Ancora chi entra in camera mia fa un sobbalzo trovando un manichino accanto al letto. A me fece una grande pena, per come era stata ridotta, colorata da maschietti divertiti, smontata, graffiata. Le trovai un paio di mutande e le misi un cappello. Ogni tanto se passo vicino a lei le dò la buona notte.



il silenzio del corpo


23 marzo 2008

Una gatta importante

Ora che ho comprato lo scanner nuovo posso mostrare la foto della mia Misia apparsa nella rivista "Il Fotografo", che dal mio piccolo mi sento di consigliare a tutti gli appassionati di fotografia per l'intelligenza con cui viene diretta e gli argomenti trattati: non solo tecnica ma anche analisi delle immagini, e cultura fotografica. La sto trovando molto utile anche per conoscere meglio Photoshop.
Ma non è bellissima la mia gattina? La foto è davvero scattata con un telefonino, ho colto il momento...stava lì imbambolata davanti alla copertina di La Chapelle. Per un attimo, avrei voluto avere un cappellino da metterle sopra, anche a lei :)

Simon's Cat


Per gli amanti dei gatti, ecco dei video che raccontano bene il loro comportamento :)

20 marzo 2008

...@...

Oggi non ho assolutamente niente da dire. Ieri ho scritto tutto un racconto. E' incredibile. Mi bastava un giorno andato a male, per trovare il coraggio di farlo. C'era una bella luce fuori, odore di caldo, la prima ape della stagione entrata dalla finestra a farmi zzz. Ho finito di notte.
Ho paura di trovare il barattolo vuoto, prima o poi. E non sono mai stata una che rubava la marmellata.
Quante cose si sono rotte, quante scope le hanno portato via.
Trovo un ordine nello spazio, faccio posto nel silenzio, passo un dito nella polvere.
Giro giro tondo...
ma resto qui.
M.

19 marzo 2008


Eroe
Lo sguardo al cielo
il petto fiero.

15 marzo 2008

Vecchi auguri di compleanno...

Oggi una bella sorpresa... La mia amica veterana (14 anni di amicizia) mi invita a leggere il suo blog, lì troverò il bigliettino d'auguri che le scrissi per i suoi 18 anni e che lei descrive come "Le parole più belle che abbia mai ricevuto...." (grazie Zuzza!)
Già è iniziato un copia e incolla nei vari blog, ma la maternità del seguente scritto è mia. Lo dico, caso mai un giorno la rileggeste con sotto scritto "Gigi D'Alessio".

Ti auguro di essere felice
di saper rispondere a uno schiaffo con un sorriso,
Di credere in un Dio
che veda il bene dappertutto,
proprio come te.
Ti auguro di incontrare un uomo
che sia "quasi" alla tua altezza
(quasi perchè sarà sempre e comunque uomo!).
Ti auguro di credere sempre nei tuoi sogni,
anche ora che diventi grande,
e di emozionarti come una bambina
per una bella canzone,
o in mezzo a tanta gente dai colori diversi.
Ti auguro di sentire ancora guardando il cielo
la voglia di gridare "pace",
di amare la vita così come viene,
di abbracciare un amico,
di piangere di gioia,
di sorridere a un bambino per strada,
di sapere ricominciare da capo
quando tutto sarà andato a puttane.
Ci saranno pur sempre notti dall'odore di pioggia
in cui sentirai il bisogno di piangere
e di ricordare con nostalgia...
allora in quei momenti
spero di esserti accanto
più di quanto non lo sia stata finora
...perchè quello che auguro a me
è di non perderti mai.

12 marzo 2008

"Mille colori dei fiori"


Ancora light painting...ho trovato una torcia stupenda... mescola i tre colori primari, a volte alternandoli...si puo' dipingere che è un piacere! ho pure avuto il coraggio di contrattare il prezzo con il cinese...da 5 a 3 euro e 30 spesi bene :) I fiori sono finti. Li ho presi dal salotto: cercavo qualcosa di esteticamente bello e di cui potessi esaltare i colori. Una piccola prova di still life. Ho avuto difficoltà a crearmi lo sfondo con quel che avevo (cartone nero, pezze, persino magliette nere...), penso che alla fine mi comprerò delle stoffe da usare per i fondali. In tutto questo a casa non ho 1 mq libero per sistemarmi. Ogni tanto guardo il soffitto della mia stanza 3 metri x 2,70 circa... un soffitto pieno di stelle luminose, e acchiappasogni (di ogni materiale e forma) che penzolano sulle teste...e girandomi e rigirandomi, tra gli scaffali pieni di candele, tra gli specchi e il letto, penso a dove potrei appendere un lenzuolone nero da usare come fondale... ma poi mi trattengo, per la vivibilità della stanza stessa...già che la gente si impressiona che ho un manichino sotto il letto... che poi che c'è di strano, sempre meglio che avere gli scheletri nell'armadio (ok, pessima, lo so...)
Ho già in mente un altra idea...ma ancora non so se e come potrò realizzarla...troppa suspence forse... eheh :) diciamo solo che è un giocattolo ottico che mio padre mi portò quando ero bambina da Firenze.
A presto altri manichini...
M.

4 marzo 2008

3 marzo 2008

Alla mia amica più intima

La distanza non rende le cose diverse. Ritrovarti è come tornare nella vecchia casa d'infanzia.
Tu sai che togliere il mio sguardo dall'inquadratura dell'autoritratto è qualcosa di forte, fortissimo, io che con gli occhi ho sempre detto tutto "ho fame, ho sonno, ti amo, ti odio", tutto, io che forse sono diventata un po' egoista e oggi come oggi penso solo di poter ricevere, per cui lascio la mia macchina fotografica lì a farlo, a prendersi il mondo che non avrò mai, e a dire ciò che volevo dire...illudendomi che forse basti il mio mezzo a spiegare. Perchè i miei occhi non bastano più, loro sono troppo finiti, nel mio mondo, ristretto, per quei pochi eletti che il caso mi ha messo in contro, è una lotteria se ci pensi, poco giusta. Forse la mia fotografia conoscerà sguardi come i miei, e forse piacerà, ironia della sorte, anche a quelli che sono come certe nostre ex-compagne, "occhi di galline", dico io, occhi oltre cui non vedi nulla.
Quello che noi abbiamo, amica mia, non è solo l'argento vivo addosso. Noi non siamo brillanti in base al successo che otteniamo, ma perchè bene o male siamo così e basta.
Una bottiglia di vino e il mare, un professore da inseguire anche contro senso, un tizio che misura dove finisce l'onda, una penna e un foglio su cui scrivere la nostra nostalgia del presente. "Non sei fottuto finchè hai una storia da raccontare". Quelle storie che viviamo e che scriviamo man mano nella nostra memoria, finiamo per stravolgerle e reinventarle, per farle speciali come le abbiamo vissute. E' come quel film, Big Fish. Al nostro funerale ci saranno tutti i nostri personaggi. E chissenefrega se le nostre storie sono sgrammaticate, tant'è....si scrivono così, come anno senza l'h davanti. Quello che mi mette pace nel mondo è che non sono sola nella mia pazzia, mi mette pace pensare che, in fondo, non è neanche colpa mia. Abbiamo avuti per maestri Prevert, Baudelaire e qualche altro francaices... loro che ci hanno salvate sono stati la nostra rovina più dolce... non è che noi potessimo fare di più, dare di più, essere di più... nella privazione ci siamo formate ed è quella che ci ha dato il tempo di maturare, di diventare grandi.. non quello che ci è stato concesso, ma quello che ci è stato negato. La cosa più difficile che si possa imparare, ora lo so, è accettare. L'accettazione è amore nella sconfitta, è l'amore più forte che puoi dimostrare. Non so se ha un senso tutto questo: questo lo scrivo perchè qualcuno non mi capirà, allora mi sentirò in dovere di giustificare, spiegare, slittare il discorso, non oggi ma domani sì. Perdonate, è solo un Cabernet del 2005.
(inchino)
(Esce di scena. Le cade il capello. Rumore di sonagli.)
risate da sit com.
ah ah ah
M.

2 marzo 2008

Mater cum Filio...



gattini...