20 febbraio 2008

Oscuri presagi

Mi si è rotto il pc... sarà forse un segno divino per la serie "studia che è meglio"??
Aspettando una riparazione....ciao...

15 febbraio 2008

Sogni

Sognavo di fotografare quando ancora non avevo la reflex. Sognavo anche il rumore dello specchio che si alza, tanta era la voglia di averne una.
Ho sognato di fotografare anche questa notte. Credo che sia più grave del previsto. :)
Non è male però, fotografare i sogni dentro un sogno.
Penso al rullino invisibile con la reflex...alle foto scattate senza aver "agganciato" bene la pellicola... scatti perduti, mai nati ma comunque fatti. Nella mia testa è rimasta la giostra di sedioline che girano, surreali, proprio davanti al mare, le sagome tribali sui falò in spiaggia di un ferragosto fuori dal comune, la pazienza di Davide nel seguirni aiutarmi consigliarmi. Quelle foto le ho scattate comunque, è solo un peccato non poterle mostrare.... e penso questo non perchè dovevano essere chissà quali bellezze di immagini, ma perchè molti credono che l'arte abbia sempre un fine e un destinatario, un senso che si esplica in chi lo riceve, il prodotto dell'arte.
Solo che io sogno di scattare, e nel sogno a volte sbaglio anche, a volte no. Mi alleno.
Stanotte a un tratto mi ritrovo in un autobus con 3 persone assurde, compreso l'autista, persone mascherate esagerate colorate, e mi ritrovo a pensare "peccato che non ho la macchina fotografica" con me, ma inizio a memorizzare le cose come in fotogrammi. Con fame.
Non so se ha un senso, ma è come se la fotografia per me sia diventata un mezzo per imparare, più che per comunicare. Il mio sguardo è il mio rullino invisibile, che non puo' più fare a meno di impressionarsi.
Anche nei sogni.
Ma tanto è il desiderio di raccontare e autorappresentarsi, che a conclusione della mia sempre travagliata attività onirica ho pensato: "non devo più uscire senza la macchina appresso!" :)

14 febbraio 2008

I micini- neonati

Gliene farò così tante che non ne potrete più. Lo so che non è serio, neanche a me piace dare al blog un aspetto "diaristico", ma come si fa a resistere??? Guardate qua che dolcezza.
A mio tempo, sarò professionale. Forse.

13 febbraio 2008

San Valentino

Sono nati i cuccioli di Micia, giorno 08 02 2008... una data "numericamente particolare", e anche loro sono Acquario, il segno che per lo più mi circonda ;) (per quel che valgono gli oroscopi...)
Sono 3 cuccioli, una grigia con macchiette rosa e due tigrati con la schiena nera: un maschietto e una femminuccia che ha la codina corta e arricciata come mamma gatta. Inutile dire che la piccola è diventata subito la mia preferita... Innanzitutto perchè ha un tigrato bellissimo, e un muso troppo buffo (si addormenta spesso con la linguetta di fuori) e poi perchè è quella che più si distingue per carattere, e la più furba (ciuccia il latte mentre la "concorrenza" dorme), perchè è stata l'unica a uscire di culo anzicchè di testa... insomma perché è speciale.
Naturalmente farò presto quante più foto possibile, intanto li ho mostrati a mezzo web tramite web-cam! Mi ci vorrebbe più tempo per parlare di questi batuffoli a pelo lungo che profumano di latte, ma ve ne parlo ora brevemente per festeggiare San Valentino.

Lui a lei:- è come se ti conoscessi da una vita.
Lei: - ma sono solo 4 giorni...
Lui: - appunto.


9 febbraio 2008

Ancora racconti in 6 parole

Non ho resistito... Ho letto un utente di nome Lorena e ho avuto l'ispirazione :)
secondo racconto in 6 parole.
TITOLO: Lorena Bobbit
Dove avrò messo le mie forbici...

se me ne verranno altre le inserirò in questo post :D

UN RACCONTO IN 6 PAROLE

Sul forum del corriere della sera viene lanciata una sfida: "Scrivete un racconto usando soltanto 6 parole (compresi articoli e congiunzioni).I migliori saranno pubblicati sul sito e i lettori sceglieranno il più bello"
... provate anche voi :) cliccate QUI

Ecco il mio racconto in sei parole.
TITOLO: L'amore, a suo tempo.

13 Agosto, alle 12:59. La vidi.

M.

CD-R e Guitare Du Diable

Davide ha scartato i suoi 30 anni, non so se li ha trovati come se li aspettava ma ha fatto un sorriso comunque. Un regalo è sempre un regalo.
Io per l'occasione (con l'aiuto di Massi) tra gli altri regali gli ho preparato un porta-cd per l'auto che ha appena comprato... ho cercato musica di tutti i tipi, anche musica che sennò non avrei mai conosciuto. C'è Janis joplin, una serie di artisti della musica country: Hank williams, johnny cash, stompin' tom, anche femminile come kitty wells, musica folk dublinese, pop giapponese, ci sono i grandi del blues e del jazz, ci sono i queen...
Ho masterizzato il tutto, ho preparato il porta cd e gliel'ho dato come ultimo regalo. Sopra il primo cd un post-it diceva "buona America amore"...visto che la desidera da un po' :)
"Dai facciamo un giro in macchina, così sentiamo i cd e mi godo un po' la macchina nuova"...
...cd checking... PAUSA cd error.
"sarà venuto male, ah ah ah...ne provo un altro!" cd error, lampeggia.
Morale della favola: il lettore non legge i CD-R . Tanta fatica per nulla... e ho ancora una campana piena di CD-R con cui giocherei a fresbee se solo avessi un cane.
A parte questo ho fatto una scoperta emozionante. Quando ero bambina, diciamo intorno ai 6 anni amavo il giradischi. Il rumore, i dischi di 2 formati, mi allenavo persino a saper trovare l'esatto inizio di una canzone. Fin da neonata mia madre mi ha cullato con gli Lp di Lucio Battisti: mio padre putativo visto che sono nata il 29 settembe (titolo di una canzone, ndr...ho sempre sognato di scrivere ndr :)). Ma tra i tanti dischi, ne avevo due preferiti. Il primo era di Andrè, il singolo di don raffaè: capivo la metà delle cose dette ma mi piaceva tanto, la sapevo a memoria... il secondo era un disco di mio padre, copertina rossa: "Les Guitares du diable", poche canzoni forse 4... erano solo chitarre, bellissime... le ho cercate sul web per tanto tempo, ma non riuscivo a trovarne notizie, e le canzoni non c'erano. Ne ho potuta risentire una. L'ho passata a Davide via msn e mi ha scritto: "è quella con cui ho iniziato ad arpeggiareeeeee."
Io non credo al caso. Semplicemente ho ritrovato la mia guitare du diable.

6 febbraio 2008

I fiori del male e altri demoni


Recuperando quel libro di poesie di Prévert, me ne sono tornate in mente alcune... le mie preferite. Avevo 14 anni. Beata spensieratezza (si fa per dire) :) Ricordo la foto di Prevert nel libro di poesie preso in biblioteca. Foto in bianco e nero, sigaretta in bocca, saliva una scaletta. Sotto c'era scritto qualcosa del tipo "Prevert che rientra a casa, 1920". Fu anche il periodo di Baudelaire. Io e Chiara ogni tanto aprivamo una pagina e leggevamo. Siamo cresciute anche così, tra i fiori del male di un alcolizzato-drogato innamorato di donne-gatto ebree, e i discorsi sull'infinito che è un punto infinito. Mi viene in mente quel libro che mi regalò, Andrea De Carlo, DUE DI DUE: “Pensavo a quanto le nostre vite erano state diverse in questi anni, e anche simili in fondo, due di due possibili percorsi iniziati dallo stesso bivio.”

Abbiamo dei bagagli in comune, questo è certo.

Prendo una delle mie preferite.


Jacques Prévert
Prima colazione

Lui ha messo
Il caffè nella tazza
Lui ha messo
Il latte nel caffè
Lui ha messo
Lo zucchero nel caffellatte
Ha girato
Il cucchiaino
Ha bevuto il caffellatte
Ha posato la tazza
Senza parlarmi
S'è acceso
Una sigaretta
Ha fatto
Dei cerchi di fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
S'è alzato
S'è messo
Sulla testa il cappello
S'è messo
L'impermeabile
Perché pioveva
E se n'è andato
Sotto la pioggia
Senza parlare
Senza guardarmi,
E io mi son presa
La testa fra le mani
E ho pianto.

4 febbraio 2008

Stanotte...

...di ritorno da un carnevale. Coriandoli tra i capelli.
Ho ancora nelle orecchie frastuono, musica, urla, sirene... e colori, forme, costumi, facce, ancora negli occhi.
Coriandoli tra i capelli, ogni tanto ne cade uno.
In questa serata a Cinisi con la macchina fotografica ho scattato circa 36 foto, 12 pose di quello precedente, 24 del rullino da finire, mi sono fatta spazio nella folla proteggendo l'obiettivo, alle persone che fotografavo senza permesso ho fatto un sorriso, ad altri l'ho chiesto con un cenno, ho evitato di fotografare i carri a parte in 2 scatti (per la particolarità della situazione), ho approfittato del carnevale per fare foto ai bambini eh si anche a quello che guida l'auto col papà accanto. Mi spiace per quei due puffi che si baciavano, non ci sono arrivata in tempo. Ho cercato di dimenticarli, così plastici ed esili, foglie piegate dal vento...quasi pensavo di aspettare che riaccadesse, ma sapevo che non sarebbe stato così e ho girato l'angolo. Non ho fotografato i due ragazzi seduti a parlare nel marciapiede, lui vestito da jolly, lei col cappello di lui in testa. Sono quasi sicura che si ameranno. Sono contenta per la foto dei carcerati, erano fermi ma ognuno faceva una cosa...e nel bianco e nero staranno bene.
Ho visto una bambina più di una volta, e come mi guardava quando passavo che sguardo aveva...se non avessi paura di sembrare pazza direi che quella bambina farà la fotografa. E poi c'era una fatina bellissima capelli lunghi mossi, che prima ballava e rideva, e poi...ferma sola in un tappeto di coriandoli a non fare nulla a guardare con degli occhi "vissuti"...l'ho vista come a rallenty, ho scattato e forse ha fatto finta di niente. Saggia e un po' vanitosa :)
C'era anche un fotografo, ogni tanto lo guardavo con curiosità e si vedeva che invece lui doveva fotografare anche i carri. Ma quando ci siamo trovati faccia a faccia ha guardato la mia canon ae1. C'erano i travestiti da travestiti che ballavano aggrappati al lampione. I puffi, le leopardesse, i clown, gli hippyes...
Non mi dispiacciono i colori, anzi me ne servo spesso...ma pensando a quel desiderio di bianco e nero di qualche tempo fa, mi ritrovo a guardare senza colori proprio il carnevale. Forse sto iniziando a capire...quando si dice che il bianco e nero è un modo di guardare. La bambina, i due che parlano per strada, le pose dei carcerati in contro al muro... le ho viste con la stessa intensità di quando scrissi quel post...ma non ero triste, non è questo...
E' come se vedere in bianco e nero sia un modo di soffrire felici con la vita che ti danza attorno. E' come quando gli americani dicevano I'm blue... sono malinconico...da cui blues.
Ecco io, ogni tanto, sono black and white.

2 febbraio 2008

Onde Oltremare

Come vi ho detto, è da un po' che sperimento con le luci. Le foto che ne sono venute fuori le ho di volta in volta viste in 3 modi diversi: a colori, in bianco e nero, in negativo. Ve le mostro in un video, anche se il lavoro non si conclude qui. Diciamo che è un video provvisorio per mostrarvele tutte insieme, evitando di sparpagliarle nei vari post. In sottofondo la prima parte di "Oltremare" di Ludovico Einaudi.