5 dicembre 2008

PALERMO SHOOTING

Wim Wenders e il suo ultimo film, Palermo Shooting... una visione banale e modesta della città (dov'è Palermo? un tour operator sa fare di meglio che mostrare i Quattro Canti. Dov'è il nostro mare? ma non poteva venire solo in vacanza? per forza un film???) Il protagonista è Finn, un personaggio che risulta finto, sgradevole e irritante per quanto è pretenzioso: un fotografo che fa spaccate e pose sexy per scattare, e che passeggiando, col vuoto negli occhi e la sua monoespressione facciale da incazzato, blatera pensieri esistenziali di un bambino di 10 anni. La cosa tragica è che non dobbiamo solo sentire i suoi pensieri, ma anche l'avulsa musica che l'idiota sente...per tutto il film la colonna sonora passa attraverso il leva e metti delle cuffiette del suo mp3. La prima volta è carino. Tutto un film rompe le ...orecchie.
Ovviamente il tipo si innamora di una piatta e scialba Giovanna Mezzogiorno, personaggio con uno spessore pari a zero e il carisma di un sushi. Lei non si sa neanche di dov'è (un mistero ingiustificato, forse aliena?), sappiamo solo che sua madre è di Gangi e inutilmente la va a piangere nella vecchia casa solo per dare fastidio agli spettatori, che non riescono a immedesimarsi nè idealmente a innamorarsi di una che parla solo sospirando. Il film si regge sull'affresco del Trionfo della Morte, di cui la Mezzogiorno, che lo restaura da 2 anni, oh mio dio! non riesce a ridipingerne il volto...che pathos...lui ovviamente la capisce, anche lui ha rischiato la morte, ma la sensazione a luci accese è che la Morte non se la sia sentita di prenderselo... Arriviamo alla filosofia spicciola di Wenders: la scoperta che la Morte ha pari dignità della Vita, che il senso sta tanto nell'inizio quanto nella fine... Wenders ci spiega l'acqua calda, il nesso tra fotografia e morte, fermare chiudere dare un senso, ma lo fa in maniera irritante, scontata, fastidiosa. La Morte fa la sua lezione in cattedra e Finn non capisce, ha gli occhi vuoti, sta pensando a cosa fare nella ricreazione...e quando si riprende dai suoi pensieri, appare quasi buono quando, unico tra i vivi, chiede alla Morte: -cosa posso fare per te?
La Morte che ne sa una più del diavolo, lo farà campare a lungo prima di ritrovarselo di nuovo tra le palle.



Foto scattata per il contest "La Morte" di Camera Oscura.

2 commenti:

iamnoise ha detto...

in effetti condivido tutto al 99%, oltretutto il doppiaggio è orrendo. ci sono soltanto alcune scene gradevoli, ma durano veramente poco, dopodichè la musica in generale mi è piaciuta, almeno come genere.

TrecceNere ha detto...

non ho espresso un giudizio in sè sulla musica, che non era così male...però mi è sembrata avulsa dal contesto, come un fastidio aggiunto, e non un accompagnamento a tempo e in armonia con lo sguardo del "fotografo".
Peccato...mi aspettavo tanto da Wenders.