10 novembre 2008

La terza scatola.

Stanotte ho preparato una scatola. L'ennesima, solo che è virtuale. Non che non ci abbia rovistato in passato, nelle vecchie scatole. Solo che lì le foto si toccano, le lettere si sfogliano, gli oggetti si prendono. Le cose odorano. Memoria analogica. Le cose le metti via ma sono sempre tangibili.
Oggi mi ritrovo con una cartella con su scritto PASSATO. Ferma al centro del desktop, pesa 12 Gb. L'ho preparata con cura ieri notte, ho messo ciò che sono stata, gli affetti, le conversazioni, gli scritti, le confidenze, le foto. Ho sistemato i ricordi, fatto dei dvd qualora avessi bisogno di riprendere qualcosa. Butto tutto in un cestino. SVUOTA.
Tutto questo pulito per un attimo è rassicurante.
Rimango con la sensazione di non saper più raccogliere un presente. Di non avere più un'intimità da spendere.
Mi viene in mente un film in cui si può decidere di cancellare la memoria come un file. E in qualche modo sono contenta di non averlo potuto fare.
Che non sia questa la mia incoscienza.

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