13 novembre 2008

Avvertenze: Solo per fotodipendenti

Ieri alla mostra si parlava con dei signori. Uno di loro, poco amante dello still life, autodefinitosi bressoniano, mi ha chiesto: "Perchè fa foto di composizione? Nella realtà ci sono verità più belle e dirette da catturare!"
"Non lo dubito, solo che per dire certe cose, specie i concetti, riesco a essere più puntuale con una foto pensata ad hoc, creando un'immagine personale, originale."
Ovviamente non ne siamo venuti a capo. I gusti sono gusti. E le personalità sono personalità. Gliene sono grata. Ogni tanto alle mostre si parla di fotografia e quando capita poi ci si riflette su .

Nel mio primo approccio alla fotografia, inizialmente mi ha colpito molto il lato bressoniano...il momento colto per strada, quel momento e non un altro, quello lì mentre passa il tizio in bici, veloce! scatta! che con le scale crea tutto quel gioco di forme ombre e rimandi....click. Quel lato lì. Poi sono diventata spietata. Come sempre ci ho cercato un senso. Un racconto magari, ecco. Non foto qua e là... Se deve essere realtà, che sia reportage, piuttosto. Interessante, concreto, utile (e comunque sempre bello a vedersi), forse troppo dentro alla storia, al presente, per una come me.
Insomma mi trovo a parlare con questo signore, e mentre parla male dello still life dentro di me passano delle immagini: peperoni di Weston, conchiglie. Mi trovo a pensare: cazzo, è più sensuale un fiore di Mapplethorpe che uno dei tanti ritratti fatti a Marilyn Monrooe...
Perchè quel fiore è l'emblema della sensualità, vuol dire scendere fino al concetto, all'IDEA, e stupisce come usando la psicologia, il richiamo di forme e sensi, l'esperienza dell'osservazione, si possa rendere quel concetto, non con l'oggetto tipico su cui l'essere umano trasferisce di solito l'idea (la donna, le labbra)...ma con un fiore...che di solito non ha mai ispirato nessuno, ecco.Rivedo anche quel delizioso modo di vedere le piccole cose di Kertesz, ancora quella foto della forchetta mi passa per la mente...Quel signore mi guarda e mi dice: "non te la devi prendere" (non me la prendo) " ma lo still life per me non è fotografia".
Mi chiedo cosa porta gli uomini a farsi limitare dai concetti.
Cos'è fotografia? aderenza alla realtà? Se sì, beh fotografando si lascia sempre un pezzo di realtà. Ciò che è lì in quel momento, hic et nunc. Per quanto si possa sfocare, o creare effetti...lì è, il nostro oggetto.

Cos'è grave nello still life, cosa lo allontana dalla fotografia? il fatto di aver composto una realtà personale? E' grave l'atto creativo piuttosto che la ricezione della realtà?Potrei dire che fotografare è sempre un atto creativo, anche quando si pensa di aver subito la realtà che scorre...la bici di bresson...in realtà, anche lì si è creata una nuova realtà, si è fermato un senso, un rapporto di elementi nel rettangolo del mirino, togliendone altri. Per cui no, non l'accetto. E' proprio la stessa cosa. Fotografia è essere puntuali. Si crea un discorso con un clik...quello che poteva passare inosservata, diventa una realtà per tutti. Facendo una foto si crea, si dà atto alla potenza.Posso ipotizzare che quell'uomo magari dia un valore all'estemporaneità, ecco. Magari apprezza di più la velocità che ha Bresson nel formare un senso (cioè una fotografia) colto per strada.
Ma non rischiamo così di svalutare la fotografia a un modo (velocità di esecuzione, mezzo, tecnica, genere fotografico ecc)? E' tutto lì? Non credo.

Ad oggi ho una mia risposta, su cos'è la fotografia.
E' prendere per il culo chi guarda, come se quella fosse l'unica cosa da guardare, (e a volte è davvero la migliore).Ma smettiamola di dire che la fotografia è verità. Di pretenderla da lei. Di crederci anche.E' sempre una bugia, detta magari (paradossalmente) per far capire meglio le verità notevoli (reportage), o per far scoprire il concetto filtrato da una soggettività artistica (un certo tipo di still life, o anche di paesaggio astratto e surreale...), una bugia estetica per vendere un prodotto, e spesso una bugia (che pretende di essere vera in assoluto) per documentare. (Sulla bugia insita nella documentazione ci sarebbe davvero da dilungarsi).Sono alla premiazione delle mie foto di still life, con la sensazione di avere detto la bugia che più ha convinto. Durante lo spettacolo qualcuno scatta e documenta volti di musicisti, espressioni e strumenti: è la bugia che hanno scelto di dire. Qualcuno, sono sicura, come me fa cose diverse.Io ho provato a fotografare la musica del violino. Con la piccola fujii che avevo, con la luce che c'era, per come meglio credevo di poter fare.
Non male. Dico.
A qualcuno se vorrà, spiegherò perchè non si vede il viso, perchè non è ferma, perchè.
Chiedo troppo se guardandola vi limitate a credere alla bugia, che lì dentro a quel rettangolo un violino sta suonando?
Non mi interessa altro che lo sentiate.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

ho sempre avuto un sospetto su Bresson, che fosse uno che fotografava come un forsennato, come un digitalaro di oggi e su 500 foto scattate ne trovasse giusta una buona (e che foto). Credere che abbia ottenuto quella foto perché esattamente volesse quella foto mi sembra molto ingenuo.

come esempio mi viene sempre il provino a contatto con la foto della Arbus del bambino con la granata 1 scatto nella storia e 11 foto che non dicono nulla.
http://www.mferrario.it/latente/icone-fotografiche-2-child-with-toy-hand-grenade-by-diane-arbus/

Armalazz ha detto...

"Lo still life non è fotografia"...
veramente sterile fermarsi a discuterne. Sterile come ogni tentativo di definire i confini territoriali di un fatto poietico, mero manierismo concettuale. La fotografia è una bugia, si, lo è sempre. Anche quando pretende di ritrarre la verità, se non altro per la parzialità assoluta che propone, tagliando fuori tutto ciò che non è dato vedere nel frame. Lo still life, la composizione in ogni sua forma, sia anche la costruzione di un ritratto, dal posizionamento della luce alla posa del soggetto, è una forma di creatività che si sovrappone alla suggestione estemporanea del reale. Un livello ulteriore. Una differenza neanche troppo sottile, la stessa che distingue il lavoro di un giornalista da quello di uno scrittore. Voler castigare la fantasia creativa di una composizione dietro la lavagna dell'arte, è un proposito arbitrario e insensato, ridicolo, per certi versi, come i roghi dei pompieri di Bradbury.

Messieur Le Capitain ha detto...

La fotografia è il tuo modo di vedere il mondo (IMHO), lo still life forse è qualcosa che si avvicina molto alla pittura, direi quasi alla perfezione. Ma da qui a dire che lo still life non è fotografia, certo che ci vuole fegato. Comunque Bresson aveva un grande fiuto, sapeva che in qualche modo, in qualche istante, in qualche momento sarebbe successo qualcosa. Si appostava e scattava. Ma non dimentichiamo la tecnica e la composizione delle sue foto. Se scatti per caso è difficile che siano così perfette (ma la botta di c... capita sempre).

lorca ha detto...

Provo a fare qualche considerazione sulla frase ". . . Nella realtà ci sono verità più belle e dirette da catturare!"

"Nella realtà . . ."
Di cosa stiamo parlando? Non credo ci sia più nessuno, né filosofo, né scienziato, che si azzardi a definire il concetto. Come esseri senzienti e ragionanti siamo al massimo capaci di costruirci un modello di rappresentazione di ciò che ci circonda: per noi il mondo è fatto di materia impenetrabile; dal punto di vista del neutrino tutto invece è vuoto e attraversabile . . .

". . .ci sono verità più belle . . ."
Verità? Quali? Quelle scritte sui libri delle religioni monoteiste per caso? E poi, ammesso che esista una verità, le si potrebbe attribuire la qualità estetica del "bello"???

". . .da catturare"
Catturare? Stiamo lottando per la sopravvivenza nella jungla? O piuttosto si tratta di intepretare, cogliere relazioni, sottolineare analogie e contrasti . . insomma sottoporre allo sguardo e magari proporre una possibile interpretazione?

Cara Mari, solo chi è rimasto ad un pensiero molto primitivo può dire cose come quelle! Non prenderle come elemento di riflessione, che tu sei già molto più avanti; semmai considera i confronti di questo tipo alla stregua di "palestra" di retorica!

Michela ha detto...

Mari...
mi torna in mente una frase..."Ma lei fa anche foto normali?" E siamo sempre li...
Secondo te un critico d'arte dell'700 come avrebbe reagito davanti alla Guernica di Picasso? Avrebbe detto: "Questa per me non è pittura. Per me la pittura è Botticelli".
Così nella fotografia. Sei in gamba e quello che fai lo fai con passione. Ho imparato che in fotografia quello che conta è suscitare emozioni. Dentro ad uno studio, nella propria stanza, fuori all'aperto, con il sole o con una torcia, poco importa. Tu emozioni. Si fotta il resto. :-)

progetto cicero ha detto...

Sono l’ideatore di una community che raccoglie circa 500 artisti e si chiama Progetto Cicero (http://progettocicero.ning.com).

Stiamo tentando un esperimento di comunicazione on-line basato sulla creazione di comunità piccole ma dotate di una forte coesione tra i membri che viene ottenuta sia con regole di comportamento (nominalità, tolleranza, proattività ed educazione) sia con la condivisione di discussioni e ragionamenti.
Allo scopo di alimentare la discussione tra di noi e trarre ispirazione dalla stessa, abbiamo dato il via ad un’attività che si chiama “Quindi-Ci” (http://progettocicero.ning.com/group/quindici).

In soldoni, ogni 15 giorni ci diamo un tema e lo trattiamo con diversi linguaggi.
In una sorta di gioco/concorso, passata la quindicina, scegliamo l’intervento più interessante.

Il tema attuale è " il corpo come laboratorio: alla ricerca di un contatto perduto".

Ti scrivo in quanto ho trovato il tuo blog ed ho pensato di invitarti ad alimentare con essa la nostra discussione nella convinzione che, quello che per te sarebbe un secondo di taglia ed incolla, per noi potrebbe essere la fonte di spunti interessanti e la possibilità di aggiungere nuove menti brillanti al nostro gruppo.
Tu potresti pubblicizzare il tuoi scritti e trovare persone interessanti con cui discutere.
Spero che considererai il mio messaggio come il complimento che esso è.

Una cosa importante: ognuno di noi ha i suoi siti, il suo blog, i suoi spazi e non li abbandona.
Il Progetto è un luogo dove discutere o presentare questi tuoi lavori (oppure semplicemente le tue idee) e non per fa alcuna concorrenza a blog siti e comunità che già li contengono.

Un saluto
Guido Mastrobuono
(Direttore del Progetto Cicero)

PS.

Coerentemente con i nostri obiettivi, per l’accesso alla comunità, richiediamo una registrazione nel sito all’indirizzo http://progettocicero.ning.com/?xgi=db6QQdU , per la quale sono richiesti i seguenti dati: Nome, Cognome, Età, Residenza ed una foto del viso.

Rino Porrovecchio ha detto...

"La fotografia è una bugia" così come la pittura, la scultura, la letteratura e così via.
La realtà non esiste in se perchè è sempre mediata dal soggetto che la vive, la respira, la guarda l'ascolta e la racconta. La mia verità non sarà mai uguale alla tua e così via.
Rischiamo però di spingerci molto sul filosofico continuando.
Bel post e belle le photo still life con le quali hai vinto al "concorso". Un abbraccio affettuosissimo e scusa se recentemente son stato molto distratto. ciao,

Anonimo ha detto...

... di tutto quello che hai scritto sulla BUGIA è la prima volta in tanti anni di bla bla bla su cos'è la fotografia che sento qualcosa di VERO.