23 ottobre 2008

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi


Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese

7 commenti:

nicola ha detto...

Non ho mai amato il Pavese poeta, forse perchè nelle poesie il suo pessimismo di fondo e quel senso di inadeguatezza alla vita, sono più visibili; eppure non si può negare che aveva doti non comuni di introspezione e lucidità.

libero ha detto...

http://www.mariogiacomelli.it/64_verra.html

le conoscevi? una serie di Mario Giacomelli accostata a questi versi...

ciao!
Libero

poliglotta ha detto...

è bellissima rileggerla. Sempre. Forse la più bella delle "poesie del disamore".

Anonimo ha detto...

forse realmente la morte verrà e avrà i nostri occhi,noi dissociati ci accompagneremo verso l'evento più drammatico o innovativo della nostra vita.forse!

TrecceNere ha detto...

sarà “come smettere un vizio"...

Anonimo ha detto...

good start

Tra cenere e terra ha detto...

Chissà da quanto tempo ho in mente di farci un post. Ma non mi sento ancora pronto.