27 ottobre 2008

Rue de Seine

Rue de Seine alle dieci e mezza
di sera
all’angolo di un’altra via
un uomo barcolla… un uomo giovane
con un cappello
un impermeabile
una donna lo scuote…
lei lo scuote
e gli parla
e lui scuote la testa
il suo cappello è di traverso
e il cappello della donna sta per cadere all’indietro
sono molto pallidi tutti e due
l’uomo di certo ha voglia di andarsene…
di sparire… di morire…
ma la donna ha una furiosa voglia di vivere
e la sua voce
la sua voce che bisbiglia
non si può non sentirla
è un pianto…
un ordine…
un grido…
talmente avida questa voce…
e triste
e viva…
un neonato malato che batte i denti su una tomba
in un cimitero d’inverno…
il grido di un uomo con le dita schiacciate nella portiera…
una canzone
una frase
ripetuta…
senza sosta
senza risposta…
l’uomo la guarda i suoi occhi roteano
fa dei gesti con le braccia
come un annegato
e la frase torna
Rue de Seine all’angolo di un’altra via
la donna continua
instancabile…
continua la sua domanda inquieta
piaga impossibile a guarire
Pierre dimmi la verità
Pierre dimmi la verità
io voglio sapere tutto
dimmi la verità…
il cappello della donna cade
Pierre io voglio sapere tutto
dimmi la verità…
domanda stupida e grandiosa
Pierre non sa cosa rispondere
è smarrito
lui che si chiama Pierre
ha un sorriso che forse vorrebbe essere tenero
e ripete
Su calmati sei pazza
ma non si accorge di dire il vero
ma non vede
non può vedere come
la sua bocca d’uomo è storpiata dal suo sorriso…
soffoca
il mondo si adagia su di lui
e lo soffoca
è prigioniero
intrappolato dalle sue promesse…
gli si chiede conto…
di fronte a lui…
una calcolatrice
una macchina per scrivere lettere d’amore
una macchina per soffrire
lo afferra…
si aggrappa a lui…
Pierre dimmi la verità


Jacques Prévert

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