29 novembre 2006

FOTO: Apri gli occhi

Fontana di casa mia. Uno dei primi scatti con la Canon. Ne sono orgogliosa, perchè è fatta tutta in manuale.

28 novembre 2006

E' arrivata. I CANon.


Eccola la MIA "piccola". Nuova fiammante, nera, bel design, pratica, relativamente leggera. Mi verrebbe da dire che è quasi impossibile scattare brutte foto, già in modalità automatica si rivela semplicemente perfetta, col flash che esce a scatto dalla macchina e anche al buio tutto sembra "a giorno", con i 9 punti di messa a fuoco. Ottima la risoluzione e la visualizzazione nello schermo LCD. Oggi è arrivata e ho fatto le prime prove, più che altro per imparare a usarla con il manuale d'istruzioni a lato. Momenti esilaranti: l'autoscatto (io e mio padre siamo venuti con una faccia assurda) che ci ha fatto ridere per tutti e 10 i secondi di conto alla rovescia. La macchina infatti guardata dal davanti emette bagliori bianchi...sarà l'euforia ma fa ridere. Altro momento di godimento: tenere premuto il pulsante di scatto e la macchina continuava a scattare foto (ti fa sentire un po' paparazzo). Insomma mi chiedo: alla fine, si puo' essere orgliosi anche della cinta Canon??? Non è che diventerò Canonista??? Intanto, I Canon. And you? :)

23 novembre 2006

PUBBLICITA'

Comprate una cassetta di FICHI D'INDIA!!
Questa settimana in regalo un simpatico OMAGGIO!!!

22 novembre 2006

Poesie di Marina Cvetaeva

Una sera di spettacoli teatrali, dietro a una porta sormontata dalla scritta "La Sibilla", stava un'attrice. Io e Davide entriamo assieme (anche se di solito era per una persona a volta). La donna fa sedere, spiega che "La Sibilla" è solo una provocazione...quello che farà è leggerci una poesia, in un modo che non avevamo mai sentito prima. Ma prima di tutto , così per gioco, chiede dei numeri a noi cari, fa un conto strano e il risultato le servirà per prendere dal suo libro, la poesia per noi, che così, ad occhi chiusi e con le palline antistress cinesi tra le dita...aspettiamo. L'attrice diventa titubante, "non mi era mai successo, che strano"... La nostra poesia è diversa dalle altre, non è uscito Pascoli insomma. Prova a cambiare il conto, ma esce di nuovo quella poesia. Alla fine ci chiede di fare una domanda nella nostra testa, la poesia servirà da risposta. Forse lei inizia a credere di essere davvero per un attimo la Sibilla, forse si preoccupa. Ma alla fine legge.
Io sono una pagina per la tua penna.
Tutto ricevo. Sono una pagina bianca.
Io sono la custode del tuo bene:
lo crescerò e lo ridarò centuplicato.

E continua con:


Io sono la campagna, la terra nera.
Tu per me sei il raggio e l’umida spiaggia.
Tu sei il mio Dio e Signore, e io
Sono terra nera e carta bianca.

Il tuo nome è una rondine nella mano,
il tuo nome è un ghiacciolo sulla lingua.
Un solo unico movimento delle labbra.
Il tuo nome sono cinque lettere.
Una pallina afferrata al volo,
un sonaglio d’argento nella bocca.

Un sasso gettato in un quieto stagno
singhiozza come il tuo nome suona.
Nel leggero suono degli zoccoli notturni
il tuo nome rumoroso rimbomba.
E ce lo nomina lo scatto sonoro
del grilletto contro la tempia.

Il tuo nome – ah, non si può! –
Il tuo nome è un bacio sugli occhi,
sul tenero freddo delle palpebre immobili.
Il tuo nome è un bacio dato alla neve.
Un sorso di fonte, gelato, turchino.
Con il tuo nome il sonno è profondo.
Marina Ivanovna Cvetaeva

FOTO: Sicily

21 novembre 2006

Varie foto



Die Natur




Portate pazienza. La mia macchina non mi permette di mettere a fuoco niente (peraltro, è rischioso mettere a fuoco un albero) accontentatevi dell'idea per il momento, a breve avro una macchina migliore ;) Si tratta della cavità interna di un tronco d'albero, qui a lato ho messo una foto del soggetto visto più da lontano. Anche qui la mia macchina fotografica ecologista ha sapientemente evitato di mettere a fuoco i cactus (troppo vicini). Ma le pubblico nel blog per avere una memoria dei miei esperimenti di composizione.

Sotto invece una foto scattata dall'automobile, al cielo con questa striscia bianca che va a "sfiorare" il traliccio.

18 novembre 2006

Auto-ritratto

E questa sono io. Eh si. Auto-ritratto, anche perché l'ho scattata in macchina (8 del mattino, direzione università) ed è venuta bene nonostante concretamente non abbia mirato. L'ho passata in bianco e nero, i ritocchi di colore sono stati effettuati da Maxdog.

FOTO: Ritratto di ragazza

Occhi di ragazza.


Aspirazione.

Looking over the smoke.

FOTO: Tramonta un sole rosso

16 novembre 2006

ALTRI SCATTI

Via dei Calderai, Palermo.

Libellula (white).


Lapino per strada.


Micia-persiana (gioco di parole??)


Riflessione.


Quadrettatura dell'albero...e forse un giorno, del foglio.


Riflettevo.

FOTO: libellula (red)


In questa notte, con gli occhi stanchi, mi stringo nel freddo e chiedo un sogno.
Fa che possa fotografare fino alla fine.
Allora potrò chiudere gli occhi e dormire la mia vita.
M.

15 novembre 2006

VIDEO: Serenata gat

Eccolo qua come preannunciato. Il video della mia micina che più la rappresenta (specie nella fine). Adoro questa canzone di Samuele Bersani utilizzata come colonna sonora del cartone animato "la gabbianella e il gatto". Buona visione!!!

14 novembre 2006

VIDEO: la gara di pali

Mi sono divertita, dopo aver finito la gara di pali con Massi, a mixare le foto più belle in un video con la musica di L. Einaudi "I due fiumi". Fa veramente effetto vedere cosa puo' venirne fuori da un palo. Quello che i fotografi di solito cercano di evitare, qui è protagonista. Ringrazio Max per la bella esperienza. Da ripetere. Magari cambiando soggetto, così non me li sogno la notte! Qui sotto trovate il video (accendete le casse, eh?) o in alternativa anche su "youtube" cliccando QUI

3 novembre 2006

Ciuschiddo


Ecco qua Ciuschiddo. Ciuschiddo cade una domenica di ottobre, spezzandosi l'aletta. Cade in un giardino di Palermo, dove un cane color miele inizia ad adorarlo e inseguirlo (l'avvocato Scotty) e finalmente viene recuperato da Davide, essere umano caritatevole che se ne prende cura per qualche giorno. Purtroppo Ciuschiddo non ha superato i 3 giorni di ricovero, e questo post vuole dargli degna memoria, per un esserino morbidissimo, impalpabile, pacifico nei modi, ma vispo quando voleva....questo piumino ci ha fatto affezionare tutti in meno di 24h e tutti speravamo di poterlo vedere volare di nuovo. Davide si sarebbe improvvisato "mamma pettirosso" e lui forse sarebbe tornato a trovarci di tanto in tanto (o magari avrebbe mandato i figli nella "scuola di volo Davide"). Così non è stato, ma comunque dobbiamo a Ciuschiddo un enorme grazie, per averci ricordato cos'è la tenerezza e l'essere totalmente indifesi. Magari ora è in un cielo tutto suo, con il suo Dio, magari vola accanto Angelo D'Arrigo. Chissà. Storie d'aria.